Salute

Alimenti: cavoli e aringhe, per vivere meglio torna la 'dieta vittoriana'

La ricetta degli esperti inglesi, recuperare i cibi poveri e ridurre sale, zucchero e tabacco

Milano, 16 nov. (AdnKronos Salute) - Cipolle, cavolo, barbabietola e aringhe. Sono alcuni degli ingredienti doc della 'dieta vittoriana', che secondo uno studio inglese permetterebbe di vivere meglio. Sarebbero quindi da imitare le abitudini alimentari adottate nella seconda metà dell'800 dai sudditi di Sua Maestà, che secondo gli autori del lavoro è stata l''età dell'oro della nutrizione'. Per gli esperti Gb il segreto starebbe nel consumo di molta verdura, pane integrale con lievito capace di rinforzare le difese naturali, bere poco alcol ed evitare lo zucchero.

Per Judith Rowbotham, coautrice dello studio con Paul Clayton, all'epoca "si consumavano cipolle, crescione, cavolo, barbabietola, topinambur e mele. I nostri avi mangiavano poca carne, facendo bollire le ossa per assorbirne tutti i nutrienti. E poi pesce come aringa, sgombro e uova di merluzzo". A questo si aggiungeva il pane con lievito ricco di beta glucani, in grado di rafforzare il sistema immunitario. "Un ritorno ai valori nutrizionali dell'era vittoriana ci aiuterebbe enormemente, con cibi cucinati in casa e un'attenzione particolare a frutta e verdura", consiglia l'esperta.

La ricerca, ripresa dal 'Daily Mail', è stata pubblicata sul 'Journal of the Royal Society of Medicine' e ha stabilito che in età vittoriana l'aspettativa di vita era di 72 anni per le donne e 75 per gli uomini, che è simile a quella di oggi delle classi inferiori del Regno Unito. Inoltre gli anziani dell'epoca erano molto più sani di adesso, pur svolgendo lavori fisicamente pesanti fino almeno ai 70 anni. Oggi gli uomini trascorrono in media 7,7 anni sotto assistenza medica prima di morire, mentre per le donne il dato supera i 10 anni. "Crediamo che una dieta nutriente e un faticoso esercizio fisico possa migliorare la nostra salute", affermano gli autori dello studio.

Clayton evidenzia anche che "la classe operaia dell'età vittoriana mangiava di più di noi per sopportare la lunga giornata lavorativa. Gli uomini consumavano circa 4-5 mila calorie al giorno, mentre le donne circa 3 mila. Oggi la nostra media è di 2.200. L'obesità era conosciuta solo nelle classi più elevate e ricche".

Oltre a questo, continuano gli esperti, "i nostri avi mangiavano dalle 8 alle 10 porzioni di frutta e verdura, in una dieta che conteneva alti livelli di vitamine e minerali. Inoltre consumavano meno sale, zucchero, alcol e tabacco".

In quel periodo infatti il sale era usato solo come condimento e non per conservare i cibi, il tabacco era masticato o sniffato, mentre le sigarette sono entrate in commercio solo negli anni '80 dell'800 ed erano un prodotto riservato alle classi abbienti.

Anche se quello è il momento in cui lo zucchero, importato dai Caraibi, diventò disponibile alla classe lavoratrice e non più solo un lusso che pochi si potevano permettere, per molto tempo continuò a essere consumato solo dai più ricchi. Le classi operaie dell'epoca hanno così mantenuto una dieta ricca di alimenti freschi e non raffinati.

16 novembre 2015 ADNKronos
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