Al riparo dall'asma se si vive in fattoria

Uno studio rivela uno dei possibili meccanismi biologici attraverso cui respirare aria "sporca" tiene a bada allergie e disturbi respiratori nei bambini.

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|Kenneth Bengtsson/Johnér Images/Corbis

Vivere in un ambiente non troppo pulito, come quello di una fattoria con stalle e animali, protegge i bambini da allergie e asma. È un fatto noto da tempo, ma non si sapeva come potesse funzionare questo meccanismo protettivo. Ora un nuovo studio suggerisce una possibile spiegazione.

 

Parecchi studi epidemiologici hanno evidenziato che i bambini che vivono in ambienti dove sono presenti animali, o in fattorie dove li si allevano, sono meno soggetti dei loro coetanei alle forme più comuni di allergie e di asma. E da diverso tempo, per spiegare l’aumento osservato in tutto il mondo di questi disturbi, oltre che questa curiosità sulla vita di fattoria, è stata tirata in ballo la cosiddetta ipotesi dell’igiene: la nostra ossessione per la pulizia, e l’uso eccessivo di antibiotici, avrebbe eliminato dall’ambiente microbi utili ad allenare il sistema immunitario a reagire in modo equilibrato e non eccessivo agli allergeni.

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Lo sporco fa bene. Ecco come. Secondo le ultime ipotesi il meccanismo tramite cui lo “sporco” potrebbe svolgere un ruolo di prevenzione dell’asma funzionerebbe così: l’aria della fattoria è piena di molecole provenienti da batteri presenti nel letame degli animali e nel foraggio – chiamate endotossine – che causano uno stato di leggera infiammazione delle vie aree.

 

Questo stato di minima allerta del sistema immunitario in qualche modo attenuerebbe la risposta verso altri tipi di sostanze estranee che possono venire in contatto con l’organismo, per esempio gli acari della polvere.

 

Sostanza chiave. La nuova ricerca, che è stata condotta sugli animali, fornisce un sostegno a questa ipotesi. Nello studio, pubblicato su Science, ricercatori belgi hanno iniettato, a giorni alterni, le endotossine nel naso di topi di poche settimane per un periodo di quattordici giorni.

 

Nei mesi successivi hanno osservato che in questi animali le cellule che rivestono i polmoni producevano meno citochine – molecole che promuovono l’infiammazione – quando i topi venivano a contatto con acari della polvere. Un ruolo chiave nel ridurre questa risposta infiammatoria secondo i ricercatori è giocato da un particolare enzima, chiamato A20.

 

Azione diretta. Anche negli esseri umani, come i ricercatori hanno in seguito dimostrato, succede lo stesso: l’esposizione alle endotossine abbassa il livello delle molecole infiammatorie. Mentre, a riprova del ruolo importante dell’enzima A20, è stato visto che 500 bambini che vivevano in fattoria ma erano portatori di una mutazione genetica che indebolisce l’attività dell’enzima, erano ugualmente ad alto rischio di asma.

 

Questo studio sarebbe anche la prima prova del fatto che, a differenza di quanto si pensava, l’azione dello sporco non avviene sul sistema immunitario, ma direttamente sulle cellule delle vie aeree.

 

E in città? Nello stesso tempo, però, altri esperti invitano alla cautela prima di ritenere l’ipotesi dimostrata. Innanzitutto perché oltre a questo meccanismo ce ne potrebbero essere altri per cui un ambiente non troppo pulito diminuisce il rischio di asma (si sa per esempio che bere latte non pastorizzato ha questo effetto, ed è improbabile che in questo caso l’azione sia direttamente sui polmoni). E poi perché, come altri hanno fatto osservare, il livello delle endotossine è alto non solo in fattoria ma anche nell’aria di città.

10 Settembre 2015 | Chiara Palmerini