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Addio aghi: in futuro la covid si curerà con cerotti e inalazioni?

Grazie a un anticorpo minuscolo, 10 volte più piccolo degli altri, è stato prodotto un farmaco che potrebbe servire per curare (ma anche per prevenire) la covid usando cerotti o facendo inalazioni.

Anticorpi
| Lightspring | Shutterstock

Buone notizie per la lotta contro la CoViD-19, in particolare in un ambito di ricerca su cui si sta puntando parecchio negli ultimi mesi, quello degli anticorpi: alcuni scienziati dell'University of Pittsburgh Medical Center hanno sviluppato un farmaco a partire da un componente microscopico di un anticorpo che neutralizza il SARS-CoV-2, che non si lega alle cellule umane e non dovrebbe quindi avere effetti collaterali dannosi. Le ridotte dimensioni del componente, dieci volte più piccolo di un anticorpo a grandezza naturale, permetterebbero la somministrazione del farmaco anche per vie alternative a quelle dei classici aghi, come quella intradermica (iniettando cioè una quantità minima di farmaco tra l'epidermide e il derma) o per inalazione: in altre parole, questa nuova soluzione potrebbe fornire l'immunizzazione attraverso l'applicazione di cerotti (come già avviene per altri candidati vaccini) anziché attraverso una flebo, per esempio.

Prima e dopo. Ab8, questo il nome del farmaco sviluppato di cui si parla in uno studio pubblicato su Cell, sta dando buoni risultati nella sperimentazione su topi e criceti. «Ab8 non solo ha potenziale come terapia contro la covid», spiega John Mellors, uno degli autori dello studio, «ma potrebbe anche essere utilizzato in via preventiva, come profilassi per proteggere chi non ha mai contratto l'infezione e quindi non è immune al coronavirus».

In massa. Secondo gli scienziati, Ab8 sarebbe un'opzione migliore rispetto alla terapia realizzata a partire dal plasma dei convalescenti, non foss'altro che per un'unica, fondamentale ragione: non c'è abbastanza plasma per tutti. Se gli studi daranno invece i risultati sperati e la sperimentazione procederà fino ad arrivare ad un'approvazione, il farmaco potrà venire prodotto in massa.

25 settembre 2020 | Chiara Guzzonato