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A me gli occhi. E diventi mamma.

Un team di ricercatori israeliani ha applicato l'ipnosi per rendere più facile l'impianto di embrioni in operazioni di fecondazione artificiale.

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A me gli occhi. E diventi mamma.
Un team di ricercatori israeliani ha applicato l'ipnosi per rendere più facile l'impianto di embrioni in operazioni di fecondazione artificiale.

 

'Io sono nato grazie all'ipnosi e tu no, ah ah'.
"Io sono nato grazie all'ipnosi e tu no, ah ah".

 

Nuove speranze per le coppie che hanno difficoltà nell'avere figli: secondo una ricerca recentemente condotta in Israele, l'ipnosi potrebbe raddoppiare le probabilità di successo della fecondazione in vitro (o FIVET).
La FIVET è la più diffusa tra le tecniche di procreazione assistita: consiste nel prelievo dal grembo materno di più ovuli che in provetta vengono fecondati dagli spermatozoi. Gli embrioni così ottenuti vengono poi trasferiti nell'utero della paziente, nella speranza cha almeno uno si impianti. Cosa che spesso però non avviene.
Lo studio ha coinvolto 185 donne di circa 32 anni: tutte sono state sottoposte allo stesso processo di stimolazione ovarica e da tutte è stato prelevato lo stesso numero di ovociti. Dopo la fecondazione in provetta, le 89 che sono risultate idonee hanno subito l'impianto dell'embrione sotto ipnosi, mentre sulle altre 96 l'operazione è stata eseguita in stato di normale coscienza. Nel primo gruppo la percentuale di successo dell'intervento è stata del 28%, mentre nel secondo è stata solo del 14%.
Rilassata è meglio. Il trasferimento dell'embrione nel grembo dell'aspirante mamma avviene solitamente senza anestesia: il grande stress che ne deriva può manifestarsi con un'involontaria contrazione dell'utero e con il conseguente aumento delle probabilità di insuccesso dell'operazione.
Grazie all'ipnosi la donna arriva al momento dell'impianto completamente rilassata: il controllo dello stato ipnotico è affidato a uno specialista che affianca la paziente per tutta la durata dell'intervento.
Meglio prima che poi… Secondo gli esperti la ricerca non ha però tenuto conto di un dato fondamentale: le pazienti che hanno subito l'impianto in stato di coscienza avevano già provato a concepire per oltre 7 anni, mentre quelle che l'hanno subito sotto ipnosi avevano alle spalle poco più di 4 anni e mezzo di tentativi. Le probabilità di concepimento, sia naturale che in vitro, sono infatti inversamente correlate al numero di anni in cui la coppia è stata affetta da sterilità. Secondo recenti studi in Italia una coppia su cinque ha difficoltà ad avere figli, e gran parte di queste ricorre alla procreazione assistita tramite FIVET: si tratta di una tecnica che ha successo nel 20-25% dei casi e che ultimamente ha fatto molto discutere a causa dell'elevato numero di embrioni prodotti e non impiantati che vengono eliminati.

(Notizia aggiornata al 1 luglio 2004)

 

1 luglio 2004