Salute

4 ragioni per vivere in città sempre più verdi

Le ricerche scientifiche continuano a dimostrare che vivere in città ricche di viali alberati e parchi fa bene alla salute psicofisica. E non solo. 

Di certo lo avete sperimentato anche voi: quando siamo immersi nel verde in un bosco o in un parco urbano le tensioni si allentano, ci rilassiamo, siamo più sereni. Insomma, stiamo meglio. Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha indagato a fondo il fenomeno, trovando numerose conferme a quel che abbiamo sempre intuito: la presenza di spazi verdi nelle città dove abitiamo è salutare.

1 - meno stress, più tranquillità. Alcuni studi hanno mostrato che basta la vicinanza di un parco o di un viale alberato perché si riduca lo stress e si ottenga un senso di benessere. In una ricerca del 2013, pubblicata sul British Journal of Sports Medicine, si è persino arrivati a monitorare l'attività cerebrale di alcuni volontari di Edimburgo (Regno Unito), scoprendo che nelle vie più trafficate del centro il cervello dava chiari segnali di stress e frustrazione, mentre durante una passeggiata nel parco cittadino subentrava uno stato di calma meditativa.

2 - più a lungo in salute. Ma gli effetti non sono solo psicologici. Già qualche anno fa, per esempio, una ricerca condotta in Olanda su circa 350.000 persone aveva evidenziato che vivere a meno di un chilometro da un'area verde è un fattore di protezione contro molte malattie respiratorie e cardiovascolari, il mal di testa, i dolori muscolari, l'ansia e la depressione. Le prove sono diventate ancora più solide con la pubblicazione, su The Lancet Planetary Health, di una ricerca che ha passato al setaccio gli studi degli ultimi anni sulla relazione fra verde urbano e salute. I risultati mostrano che la vicinanza di spazi verdi è legata a una minore mortalità per tutte le cause. In altre parole, più verde c'è vicino a noi, più a lungo restiamo in salute.

3 - cuore e polmoni più sani. Nel complesso, la ricerca ha considerato i risultati di nove studi condotti su un totale di più di otto milioni di persone in sette Paesi, tra cui l'Italia. Quello che ci riguarda più da vicino è apparso nel febbraio 2019 sulla rivista Environmental Health Perspectives che ha preso in esame oltre un milione di cittadini adulti residenti a Roma, nel periodo fra il 2001 e il 2013. I risultati mostrano che a una maggiore presenza di verde urbano entro un chilometro dalla propria abitazione è associata una minore incidenza di ictus e una minore mortalità sia per i disturbi cardiovascolari sia per tutte le cause di morte non accidentali.

Lo studio è stato condotto da un'équipe del Dipartimento di epidemiologia della Asl 1 di Roma e dell'Università La Sapienza. «Abbiamo usato dati satellitari per misurare la distribuzione del verde urbano, così da considerare non solo i grandi parchi ma anche le aree verdi di minore dimensione e i viali alberati. Abbiamo scoperto che la maggiore presenza di aree verdi può ridurre l'incidenza dell'ictus e i decessi per malattie cardiovascolari fino al 3%. Può sembrare poco, ma poiché si tratta di malattie molto diffuse, l'impatto sulla salute pubblica è considerevole», spiega Riccardo Orioli, autore principale dello studio.

4 - meno rumore e inquinamento. Ma se il potere protettivo delle aree verdi è ormai stabilito, i meccanismi che lo determinano non sono ancora del tutto chiari e potrebbero coinvolgere diversi fattori. «Di solito, dove c'è più verde circolano meno automobili, perciò l'aria è meno inquinata e c'è meno rumore, come abbiamo riscontrato anche a Roma», spiega Orioli. La vegetazione, inoltre, abbatte sia gli inquinanti gassosi, come l'ozono e gli ossidi di zolfo e azoto, sia le polveri sottili. «La vicinanza di un parco offre più opportunità per socializzare, con benefici sull'umore o per fare attività all'aperto. Mentre altri studi suggeriscono che il verde possa potenziare il sistema immunitario. E poiché il 55% della popolazione mondiale vive in aree urbane, se le nostre città diventassero più verdi, i benefici, anche in termini socioeconomici, sarebbero di gran lunga superiori agli investimenti», conclude Orioli.

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Tratto da Il verde fa bene, di Giancarlo Sturlioni, Focus Extra 86, estate 2020.

21 dicembre 2021
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