10 cose da sapere sui pidocchi della testa per... sconfiggerli meglio!

Quando arrivano, si scatena il panico. Eppure i pidocchi che si attaccano ai capelli, anche se si cibano di sangue, non sono pericolosi: causano solo prurito. Conosciamoli meglio, per combatterli meglio. 

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Non abbassare la guardia! Finita la scuola, finisce anche l'incubo pidocchi? Non è detto: in primavera e in estate, con il caldo umido in aumento, l'infestazione potrebbe proseguire nelle scuole estive, negli oratori, nelle piscine... Dove cioè i ragazzi si frequentano e i contatti, testa a testa o tra indumenti, sono frequenti. Bisogna dunque imparare a combattere questi pidocchi del capo (Pediculus humanus capitis), capaci di moltiplicarsi e diffondersi rapidamente, approfittando del fatto che sono spesso contrastati con metodi blandi se non addirittura inefficaci, soprattutto da quando nelle scuole sono stati soppressi i presidi sanitari. Vediamo allora "chi sono" questi parassiti (organismi che vivono "a carico" di altri organismi) grigiastri di 2-4 mm con sei zampe troppo piccole per poter saltare, come le pulci (sifonatteri).

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Il ciclo di vita. La vita del pidocchio del capello è breve, 3-4 settimane al massimo, e si sviluppa in tre stadi: uova (lendini), ninfa (forma immatura del pidocchio), pidocchio adulto (in grado di riprodursi). Le uova sono attaccate alla radice del capello con una colla naturale, sono opalescenti, lunghe circa 1 mm e di forma allungata. Sono deposte 24 o 48 ore dopo l'accoppiamento. La ninfa si nutre di sangue da 2 a 5 volte al giorno e richiede 7-10 giorni per raggiungere la maturazione sessuale. Poi, quando la femmina incontra un compagno, il ciclo ricomincia.

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Come nascono e si nutrono. Per nascere la larva inghiotte aria e la espelle dal retto: l'involucro si gonfia, l'orifizio della respirazione si dilata e l'insetto viene spinto fuori. A questo punto deve mangiare entro 24 ore, altrimenti muore. Per tutta la vita il pidocchio si nutrirà del sangue prelevato da un minuscolo foro praticato nella pelle dell'ospite. Un singolo pidocchio femmina depone le uova due volte al giorno, quattro o cinque per volta, che maturano e si schiudono in 7 giorni alla temperatura ideale di 32 °C. Moltiplicando per 10, 20 o anche più pidocchi che potrebbero esserci in testa, è facile vedere come un'infestazione seria si può sviluppare in poco tempo: 10 femmine fertili depositano 70 uova in una settimana...

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Dove si attaccano. Nell'arco della vita, la femmina del pidocchio può depositare circa 200 - 300 uova. Ognuna è un bozzolo di materiale ceroso che protegge la larva in maturazione, con un foro all'estremità per la respirazione. Sono depositate sul fusto del capello, vicino allo scalpo, preferibilmente dietro le orecchie e alla base del collo, attaccate con una sostanza che consente all'uovo di resistere a un normale lavaggio.

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Come si muovono. I pidocchi del capo non volano, e neppure saltano. Il loro sistema di locomozione si basa su 6 zampe, ognuna delle quali termina con un artiglio con il quale si aggrappano al capello: l'ideale per viaggiare avanti e indietro a 30 cm al minuto. Inoltre, sul loro corpo sono distribuiti recettori che "sentono" i movimenti dei capelli vicini: appena separiamo due ciocche per cercarli, hanno già trovato riparo altrove. Sono perfino maghi del mimetismo: assumono il colore della cute dell'ospite e perciò sulla testa di un nordico sono chiari e su quella di un africano più scuri.

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Perché sono in testa. I pidocchi della specie capitis vivono solo sui capelli umani, e gli animali domestici non rappresentano una fonte di trasmissione per l'uomo, così come i pidocchi umani non vengono trasmessi agli animali. Sulla testa dunque trovano nutrimento, riparo, calore e umidità: hanno cioè una "casa" ad alto afflusso di sangue (il cibo ottenuto mordendo il cuoio capelluto) in un ambiente caldo (nella chioma la temperatura si aggira intorno ai 32-35 °C.). La loro forza è nella facilità con cui si diffondono: un pidocchio non lascia la testa che lo ospita se non per attaccarsi a un'altra e questo può accadere solo se le due teste vengono a contatto diretto o indiretto (pettini, asciugamani, federe, eccetera). La maggior parte delle infestazioni avvengono sui bambini dai 4 ai 14 anni, con una preferenza per le femmine, 2 volte più colpite dei maschi a causa della chioma più lunga.

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Primi sintomi. Se ci sono i pidocchi... la testa prude, soprattutto sulla nuca e dietro le orecchie, a causa di una reazione allergica che hanno quasi tutti alla saliva dell'insetto. Oppure compaiono crosticine sul collo o, ancora, a volte si dilatano i linfonodi dietro le orecchie e nel collo. La traccia evidente della presenza dei pidocchi sono le uova sullo stelo del capello. Possono sembrare lamelle di forfora, ma basta soffiare sul capello per capire: la forfora si stacca, l’uovo del pidocchio no.

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Quanti sono. I pidocchi sono in aumento in tutto il mondo a causa, soprattutto, dell'acquisizione di forme di resistenza verso i farmaci. Una persona può ospitarne da una decina a qualche centinaio. Nelle scuole italiane i pidocchi colpiscono tra l'8 e il 10% degli alunni e ogni anno ne affliggono circa un milione e mezzo: i più colpiti sono i più piccoli da uno a sei anni (800 mila), poi quelli tra i sette ai 12 anni (500 mila) e a seguire quelli fra 13 e i 18 anni (200 mila).

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Come combatterli. I pidocchi non si possono prevenire: si possono solamente contrastare in tempo, prima che la situazione peggiori. Perciò lavare i capelli con prodotti "preventivi" non serve, e neppure tagliarli o tenerli legati. Invece, controlli frequenti aiutano. Si possono intercettare all'inizio dell'infestazione usando sui capelli un pettine fitto, con distanza fra i denti non superiore a 0,3 mm: se vengono rilevati, bisogna cospargere il capo di balsamo in crema e passare con il pettine i capelli, ciocca per ciocca, almeno due volte, dalla radice alle punte. I pidocchi rimangono invischiati nel balsamo e le lendini sono catturate dal pettine, che va risciacquato dopo ogni passaggio con acqua calda e aceto (riduce la capacità di adesione delle uova al capello), in soluzione al 50%. Un controllo attento una o due volte la settimana è sufficiente a scongiurare il dilagare dell'infestazione.

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Come sterminarli. Con molta pazienza, è utile ispezionare la testa anche con l'aiuto di una lente di ingrandimento, se serve. In caso di infestazione seria (e allarme tardivo) si deve usare un trattamento specifico seguendo attentamente le istruzioni, in particolare il tempo di posa del prodotto, e ripetere il trattamento a distanza di qualche giorno per eliminare i parassiti sfuggiti alla prima disinfestazione. Poiché il trattamento uccide le uova ma non le porta via, è molto importante bagnare i capelli con una soluzione di acqua e aceto al 50% e passare il pettine fitto ciocca per ciocca. Bisogna poi pensare a tutto ciò che è a contatto con la testa. Effetti personali quali: pettini, spazzole, fermagli, sciarpe, cappelli, asciugamani, cuscini, biancheria da letto, eccetera. Si possono lavare a 60 gradi o anche lasciarli all'aria aperta per 48 ore.

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Servono altri consigli da mamme esperte e specialisti? Da NostroFiglio.it: ecco 25 cose da FARE SUBITO (o da NON FARE assolutamente) se tuo figlio ha i pidocchi.

Non abbassare la guardia! Finita la scuola, finisce anche l'incubo pidocchi? Non è detto: in primavera e in estate, con il caldo umido in aumento, l'infestazione potrebbe proseguire nelle scuole estive, negli oratori, nelle piscine... Dove cioè i ragazzi si frequentano e i contatti, testa a testa o tra indumenti, sono frequenti. Bisogna dunque imparare a combattere questi pidocchi del capo (Pediculus humanus capitis), capaci di moltiplicarsi e diffondersi rapidamente, approfittando del fatto che sono spesso contrastati con metodi blandi se non addirittura inefficaci, soprattutto da quando nelle scuole sono stati soppressi i presidi sanitari. Vediamo allora "chi sono" questi parassiti (organismi che vivono "a carico" di altri organismi) grigiastri di 2-4 mm con sei zampe troppo piccole per poter saltare, come le pulci (sifonatteri).