10 bizzarre cure mediche (più una) dal passato

La medicina è una scienza in continuo divenire: trattamenti che un tempo sembravano efficaci, oggi ci fanno sorridere o rabbrividire. Ne abbiamo selezionati 10, (quasi) del tutto abbandonati. Più uno che ancora ci ostiniamo ad applicare.

Clisteri con fumo di tabacco. Se oggi gli effetti dannosi del fumo sono ben noti, nel Settecento si credeva che l'intestino fosse l'ultimo organo del corpo umano a rimanere in vita, e che un clistere a base di fumo (con quello che veniva chiamato "soffietto rettale") potesse servire da misura salvavita per chi lottava tra la vita e la morte. Dal 1740 in poi, le insuflazioni rettali a base di fumo furono impiegate al posto della respirazione bocca a bocca per rianimare gli annegati in fiumi e canali, ma anche per curare altri malanni, come mal di testa, ernie, crampi addominali, persino il colera. Si credeva che attraverso i muscoli intestinali, il fumo potesse essere pompato fino ai polmoni, per rimetterli in uso. Finché nel 1811, si scoprirono gli effetti nefasti della nicotina sul cuore, e gli insoliti kit di salvataggio vennero fortunatamente abbandonati.

Pomate al mercurio. Benché gli effetti tossici del mercurio siano noti sin dai tempi degli antichi Romani, il metallo liquido è stato, fino a tempi recenti, largamente impiegato in campo medico, e usato come antisettico, nella cosmetica e nelle pomate. Gli sfortunati che si ammalarono di sifilide prima dell'avvento della pennicillina nel 1940, si videro prescrivere unguenti locali o pastiglie a base di mercurio (dai prevedibili effetti collaterali: perdita dei denti, danni a fegato, reni e sistema nervoso, morte). Si dice che l'imperatore cinese Qin Shi (246-221 a.C.) nel tentativo di raggiungere l'immortalità, assunse delle pillole a base di mercurio, che lo avvelenarono.

Sciroppi alla morfina per lattanti. Chi non darebbe a un figlio di pochi mesi uno sciroppo a base di morfina? Nei primi decenni del '900 non era raro ricorrere agli oppiacei anche per comuni rimedi fai da te contro raffreddori, insonnia, crampi mestruali e perché no, crescita dei dentini. Per far dormire un figlio infastidito dalla dentizione si poteva ricorrere a sciroppi lenitivi contenenti morfina o simili sostanze (questa è la pubblicità di un noto sciroppo alla morfina, il Mrs. Winslow's Soothing Syrup, in uso in Inghilterra e Stati Uniti fino al 1930).

Acqua radioattiva. Ai primi del '900 si potevano facilmente trovare sui banconi delle farmacie ampolle di acqua radioattiva, ritenuta in grado di curare le malattie mentali e prevenire l'invecchiamento, per la sua capacità di "stimolare l'attività cellulare" (archivia sotto la voce "cancerogena"). Porzioni di acqua radioattiva furono impiegate anche per la produzione di dentifrici, supposte e contraccettivi.
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Sanguisughe. L'impiego delle sanguisughe in medicina vanta una storia millenaria, anche se il più vasto utilizzo dei parassiti avvenne probabilmente nell'Inghilterra vittoriana di '700-'800. La loro capacità di risucchiare il "sangue sporco" venne sfruttata per molteplici scopi, dalla cura delle malattie polmonari a quella delle epistassi, fino alle guarigioni di ferite a rischio cancrena. Oggi vengono ancora impiegate in alcuni paesi per interventi di medicina estetica o per trattare i casi di eccesso di ferro nel sangue.

Urinoterapia. Nonostante sia fatta in gran parte d'acqua, e per il resto di urea, una sostanza dalle proprietà antimicrobiche, l'urina non è affatto un toccasana per il corpo umano (se il nostro corpo la elimina, ci sarà un motivo). Eppure bere la propria urina è stata una pratica utilizzata per millenni (ed è ancora utilizzata in alcune forme di medicina alternativa) come rimedio contro acne, asma, emicrania e cancro. Non esistono prove scientifiche sulla sua efficacia terapeutica. E non serve nemmeno contro le punture di meduse: rischia solo di infiammare ulteriormente la parte colpita.

Sedie rotanti Sedie rotanti non molto dissimili da questa utilizzata per gli addestramenti spaziali vennero utilizzate a lungo negli istituti psichiatrici per trattare (o meglio torturare) i malati, che venivano legati ad esse e fatti ruotare fino allo svenimento. Il tutto corredato da docce ghiacciate, purghe, e persino lobotomie (la recissione delle connessioni della corteccia prefontale del cervello).

Vibratori. I più antichi esemplari moderni di dildo nacquero come dispositivi medici: dovevano servire a curare l'isteria femminile, termine con cui si indicavano attacchi nevrotici molto intensi che venivano ricondotti a un malfunzionamento dell'utero. La cura più usata fu, nell'Ottocento, quella di sottoporre le pazienti a massaggi pelvici fino al raggiungimento del "parossismo isterico" (l'orgasmo). Alla fine del XIX secolo apparvero i primi vibratori elettrici che dovevano supplire allo stesso compito (qui una pubblicità di un vibratore del 1913).


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Trapanazione del cranio (da svegli). Una delle più antiche pratiche chirurgiche (vi sono prove del suo utilizzo nel Mesolitico) era utilizzata come metodo curativo e per rimuovere gli spiriti malvagi dalla mente del paziente. Anche se può sembrare una pratica cruenta, esistono prove di pazienti che sopravvissero all'intervento; a patto che i "chirurghi" non colpissero troppo forte, finendo per spaccare le ossa craniche adiacenti.

Cannibalismo. Polveri di mummie egizie per trattare il mal di testa, massaggi di arti di cari estinti per curare i dolori muscolari, sangue di gladiatore contro l'epilessia... In antichità si credeva che attraverso le ossa e gli organi dei morti si acquisissero benefici concreti, grazie all'anima guaritrice dei defunti "donatori".

Botox. Un momento, questo si usa ancora! Sì, ma è probabile che un giorno guarderemo indietro ed esclameremo: "Ma come abbiamo fatto a iniettarci veleno nella pelle per sembrare più giovani"? Eppure, solo nel 2012 sono state iniettate 6 milioni di dosi di questa sostanza nella pelle di altrettante (o altrettanti) fanatici della chirurgia estetica.

Clisteri con fumo di tabacco. Se oggi gli effetti dannosi del fumo sono ben noti, nel Settecento si credeva che l'intestino fosse l'ultimo organo del corpo umano a rimanere in vita, e che un clistere a base di fumo (con quello che veniva chiamato "soffietto rettale") potesse servire da misura salvavita per chi lottava tra la vita e la morte. Dal 1740 in poi, le insuflazioni rettali a base di fumo furono impiegate al posto della respirazione bocca a bocca per rianimare gli annegati in fiumi e canali, ma anche per curare altri malanni, come mal di testa, ernie, crampi addominali, persino il colera. Si credeva che attraverso i muscoli intestinali, il fumo potesse essere pompato fino ai polmoni, per rimetterli in uso. Finché nel 1811, si scoprirono gli effetti nefasti della nicotina sul cuore, e gli insoliti kit di salvataggio vennero fortunatamente abbandonati.