Energia

Una sbronza per il robot

Fibre artificiali "alimentate" a metanolo potranno essere impiegate per la realizzazione di "muscoli" sintetici in grado di muoversi senza bisogno di corrente elettrica.

Una sbronza per il robot
Fibre artificiali "alimentate" a metanolo potranno essere impiegate per la realizzazione di "muscoli" sintetici in grado di muoversi senza bisogno di corrente elettrica.

I robot del futuro non avranno bisogno di batterie, ma si muoveranno grazie a muscoli sintetici alimentati dall'energia chimica dell'alcool? Nel caso li troveremo al pub a fare il pieno.
I robot del futuro non avranno bisogno di batterie, ma si muoveranno grazie a muscoli sintetici alimentati dall'energia chimica dell'alcool? Nel caso li troveremo al pub a fare il pieno.

In un futuro non troppo lontano potremmo assistere alla comparsa di una nuova generazione di robot: forti, agili, veloci…ma con il vizietto della bottiglia. I ricercatori dell'Università del Texas hanno infatti messo a punto un nuovo tipo di muscolo artificiale che per contrarsi e distendersi non utilizza corrente elettrica, ma sfrutta l'energia chimica contenuta nel metanolo - un alcool tossico spesso utilizzato illecitamente per aumentare la gradazione di vini e vodka di bassa qualità - trasformandola in energia cinetica.
Ray Baughman e il suo team hanno sviluppato due diverse fibre che, oltre a contrarsi e distendersi come un vero e proprio muscolo, sono in grado di produrre energia alla stregua di comuni celle a combustibile.
Memoria da cavo. La prima è formata da cavi in nickel-titanio a memoria di forma, rivestiti da un catalizzatore al platino. Si tratta di materiali assolutamente speciali che, una volta deformati, possono ritornare in pochi istanti alla conformazione originale. Quando i vapori di metanolo entrano in contatto con il platino, scatenano una reazione chimica che, generando calore, provoca una contrazione del cavo stesso. Quando il flusso di alcool si interrompe, il platino si raffredda e il muscolo artificiale ritorna alla sua posizione di partenza. Secondo Baughman questa fibra sintetica può sviluppare una forza pari a 100 volte quella di un muscolo naturale delle stesse dimensioni.
Corrente chimica. La seconda realizzazione è composta da lastre di nanotubi al carbonio rivestiti da un catalizzatore. Quando il metanolo reagisce con l'ossigeno sulla superficie della lastra, rilascia delle cariche elettriche che provocano un'espansione della lastra stessa. Al momento questo sistema sviluppa una potenza inferiore rispetto alle fibre in nickel-titanio, ma è interessante per i ricercatori poiché consente di conservare in piccoli accumulatori l'energia elettrica non immediatamente consumata.
Forti & sicuri. L'obiettivo del team è ora quello di capire come controllare i movimenti delle fibre sintetiche così da mettere a punto protesi artificiali e altri dispositivi che richiedono spostamenti precisi e misurati. Arti bionici realizzati con questa tecnologia permetterebbero all'utilizzatore di disporre di una forza notevole senza bisogno di corrente elettrica ad alti voltaggi, sempre pericolosi per l'organismo umano.

(Notizia aggiornata al 20 marzo 2006)

20 marzo 2006
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