Scienza

Una centrale elettrica nel telefonino

Addio batterie. Presto cellulari, computer e lettori MP3 potrebbero essere alimentati da centrali elettriche in miniatura.

Una centrale elettrica nel telefonino
Addio batterie da ricaricare. Presto cellulari, computer e lettori MP3 potrebbero essere alimentati da centrali elettriche in miniatura.

Vere e proprie centrali elettriche a gas, grandi quanto
una moneta da 10 centesimi, sostituiranno le comuni
batterie nei dispositivi elettronici del futuro.
© Massachusetts Institute of Technology

Nel prossimo futuro computer portatili, telefonini e lettori MP3 potrebbero venire alimentati non più da costose batterie o celle a combustibile dalla modesta durata, ma da molto più efficienti turbine a gas grandi quanto una moneta da 10 centesimi di euro, in grado di produrre corrente come delle vere e proprie centrali elettriche in miniatura.

Un'idea lunga 10 anni
La rivoluzionaria tecnologia è stata recentemente sviluppata nei laboratori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) da un team di ricercatori guidati da Alain Epstein, che ha lavorato a questo ambizioso progetto per oltre dieci anni.
La microcentrale elettrica è costituita da un compressore, da una camera di combustione e da una turbina realizzati su piastre di silicio chiamate wafer, assemblate poi una sopra l'altra. Un apparato completo è formato da sei wafer uniti insieme.

Quando girano le pale…
Una miscela di aria e combustibile viene accesa nella camera di combustione, e il calore generato mette in rotazione la turbina a una velocità di circa 20.000 giri al secondo (100 volte più veloce rispetto alla turbina di un jet). Un microgeneratore collegato alla turbina è in grado di produrre 10 watt di energia e il raffreddamento dell'impianto è garantito da un getto di aria, proveniente dallo stesso compressore, che mantiene costante la pressione nella camera di combustione.
Ad oggi le componenti dell'impianto sono state testate singolarmente e tutto sembra funzionare: entro la fine dell'anno i ricercatori assembleranno le prime microcentrali e ne misureranno le performance.

Piccolo e perfetto
Uno dei punti critici di questa tecnologia è la resistenza dei materiali: ogni microcentrale deve essere realizzata in un unico pezzo di silicio, che solo se atomicamente perfetto può garantire la necessaria robustezza. Un errore di un solo micron nella realizzazione delle componenti rende inutilizzabile l'intero apparato.
Secondo Epstein un dispositivo di questo tipo può fornire una quantità di energia elettrica dieci volte superiore rispetto a quella fornita dalla più sofisticata batteria attualmente in commercio.

(Notizia aggiornata al 5 ottobre 2006)

5 ottobre 2006
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