Eredità nucleare d'Italia: l'open day nelle centrali

Come musei, anche le centrali nucleari hanno il loro weekend a porte aperte. Non è una celebrazione, ma un'occasione per vedere come si lavora allo smantellamento (e riaprire un vecchio discorso).

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Caorso 2003: tecnici al lavoro allo smantellamento della struttura della turbina.|Roberto Caccuri/Contrasto

L'Open Gate del nucleare italiano sarà il 16 e 17 maggio 2015, sabato e domenica, il weekend delle centrali nucleari a porte aperte. Di sicuro, è un'occasione per visitare quattro monumenti storici dell'eccellenza tecnologica italiana: Caorso (Piacenza), Garigliano (Caserta), Latina, Trino (Vercelli). Chi volesse approfittarne ha tempo fino a domenica 3 maggio per registrarsi e prenotarsi, dal sito di Sogin (Società Gestione Impianti Nucleari).

 

Dopo lo stop del programma nucleare civile italiano in seguito ai due referendum succeduti ai disastri di Chernobyl (1986) e Fukushima (2011), le centrali elettronucleari nostrane sono oggi in avanzata fase di smantellamento (il decommissioning): il combustibile nucleare è stato portato quasi del tutto in Inghilterra e in Francia per il riprocessamento - operazione che consente il riutilizzo del 96-97% del materiale fissile. L'iniziativa museale permetterà quindi di verificare in prima persona lo stato dello smantellamento, l'ottima gestione delle procedure e della sicurezza e i programmi ancora da portare a termine da qui al 2028-2030, che vanno dallo smantellamento degli ultimi edifici al recupero delle aree con la creazione dei parchi tecnologici.

 

Un ulteriore obiettivo dell'originale tour è però certamente legato alla futura destinazione di quel 3-4% di materiale radioattivo che non si può recuperare col riprocessamento e che nei prossimi anni dovrebbe cominciare a rientrare in Italia, vetrificato in contenitori che dovrebbero essere destinati a un deposito nazionale per il quale tuttavia non si è trovato un accordo (politico e nella società civile) per la sua ipotetica collocazione. L'Open Gate nucleare è dunque anche un primo passo per riaprire un discorso che promette di essere complesso e difficile.

27 Aprile 2015 | Raymond Zreick

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