L'energia che arriva dal cielo

Impianti integrati eolici e fotovoltaici sospesi a 15.000 metri da terra: è l’innovativa idea di una start-up britannica.

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Una batteria di droni a 15 km di altezza produrrà corrente elettrica dal sole e dal vento. (da newwaveenergyuk.com)

“Drone” sembra essere la parola d’ordine per quest’ultimo scorcio di 2013. Dopo i droni postini di Amazon, un’azienda inglese propone la realizzazione di impianti volanti per la produzione di energia elettrica che possano rimanere autonomamente sospesi a qualche migliaio di metri da terra.

Sole, vento e fantasia

Le centrali immaginate dai progettisti di New Wave Energy sarebbero 100% green e dovrebbero produrre corrente elettrica grazie all’energia solare e al vento. La corrente prodotta in quota verrebbe poi inviata al suolo sotto forma di onde elettromagnetiche, senza bisogno di cavi o collegamenti.
I rivoluzionari impianti sarebbero montati su droni sostenuti nell’atmosfera da motori elettrici: utilizzando corrente a chilometro zero prodotta dalle centrali stesse potrebbero rimanere in volo per un tempo indefinito.

Piccoli e potenti

Secondo quando riportato dal sito GizMag, i droni saranno di forma quadrata, utilizzeranno quattro rotori e produrranno corrente elettrica grazie ad un sistema combinato di turbine eoliche e pannelli fotovoltaici: ogni drone dovrebbe produrre circa 50 kW di potenza, oltre a quella necessaria al proprio sostentamento in volo.
In un comunicato stampa pubblicato qualche giorno fa i veritici dell’azienda dichiarano di aver richiesto numerosi brevetti a copertura della loro idea, che verrà sviluppata e portata avanti nei prossimi anni.

Catturati dalla rectenna
Le onde elettromagnetiche convogliate al suolo dai droni verrebbero raccolte da speciali antenne chiamate “rectenne” in grado di trasformarle in corrente continua.
Le centrali volanti verrebbero installate a una quota di 15.000 metri, in una zona dell’atmosfera dove i venti sono particolarmente stabili e la variabilità del meteo ridotta al minimo.
Per far partire il progetto servono circa 350.000 euro, che l’azienda pensa di raccogliere tramite crowdfunding su Kickstarter. Una volta conclusa la fase sperimentale, l’azienda confida di ottenere, da banche e privati, gli altri 35 milioni di euro necessari all’avvio della fase industriale e commerciale.

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04 Dicembre 2013 | Rebecca Mantovani

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