Energia infernale

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Tra i vapori bollenti del vulcano Krafla, in Islanda|Cri Nancy Lorraine/Krafft/Hoa-Qui
Si chiama Krafla il vulcano islandese immortalato in questa foto mentre sbuffa vapori bollenti attorno a un malcapitato che sembra cercare la via di ritorno dagli inferi. E non è una metafora: il cratere centrale di questa caldera ampia ben 10 km si chiama Víti, che in islandese significa proprio “inferno”.
Se non sono in molti a vedere qualcosa di positivo nell’oltretomba, l’Islanda non è tra questi: è infatti riuscita a trasformare questo girone infernale in qualcosa di estremamente vantaggioso sfruttandone l’enorme quantità di calore e vapore prodotta e trasformandola in energia geotermica (l’85% delle case è riscaldato con questa fonte energetica).
Dal 2000 il sistema vulcanico Krafla ospita i geologi dell’IDDP (Iceland Deep Drilling Project), un ambizioso progetto di ricerca e sviluppo che intende verificare se è fattibile utilizzare sistemi geotermici in condizioni critiche, ossia con pozzi molto più profondi di quelli attualmente in uso (dagli attuali 2,5 km fino ai 5 km) in grado di raggiungere temperature di 400°-600°C (contro i 300° di un pozzo tradizionale). In caso affermativo, la potenza fornita dai nuovi pozzi sarebbe di 10 volte maggiore rispetto ai 5 MW prodotti oggi da quelli odierni: decisamente un grande passo avanti nello sviluppo di questa fonte di energia rinnovabile.

A proposito di vulcani, non perdere la spettacolare eruzione dell'Eyjafjallajökull.
26 Gennaio 2012 | Rebecca Mantovani

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