Marco Malvaldi

Tra gli ospiti del festival c’è Marco Malvaldi, scrittore conosciuto per i suoi gialli della serie del BarLume, divenuti serie Tv su Sky.

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Marco Malvaldi è nato a Pisa dove vive tutt'ora. Dopo la laurea in chimica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, e contemporanei studi di conservatorio, ha provato a fare il cantante lirico, ma ha abbandonato dopo poco per tornare alla professione di chimico. Nel 2007 inizia a pubblicare per Sellerio una serie di libri con protagonisti i vecchietti del BarLume. Da questa serie a partire dal 2013 è stata tratta una serie televisiva dal titolo I delitti del BarLume.


Ha pubblicato anche Odore di chiuso (Sellerio 2011), giallo a sfondo storico, con il personaggio di Pellegrino Artusi, Milioni di milioni (Sellerio 2012), Argento vivo (Sellerio 2013),  Buchi nella sabbia (Sellerio 2015) e i saggi L' architetto dell'invisibile ovvero come pensa un chimico (Cortina Raffaello 2017) e Le due teste del tiranno. Metodi matematici per la libertà (Rizzoli 2017).

 

Sarà uno degli ospiti di Focus Live. In una breve intervista ci ha raccontato perché il suo rapporto con la scienza, e dunque perché parteciperà al nostro festival.

 

Lei è noto come giallista, ma è anche uno scienziato e un appassionato divulgatore. Perché la scienza è importante?

Perché ci permette di usare quello che si sa già per prevedere quello che non sappiamo. Il mondo sta diventando sempre più complicato, e non possiamo affidarci solo all’intuito. La scienza è costruita sulle spalle dei “giganti” che ci hanno preceduto, per questo è importante.

 

Vale anche nella nostra vita quotidiana?

Certamente. Io sono un chimico, quindi so che cosa succede per esempio in cucina, quando alzo troppo la temperatura, o uso troppo sale, o non scongelo il cibo in modo corretto. Però so di non saperne abbastanza di virus, malattie, vaccini... insomma, per tutto questo mi fido dei medici. Oggi in molti pretendono di fare tutto da sé. Ma è molto meglio fidarsi di chi ne sa più di noi.

 

Come vedono gli italiani la scienza?

L’interesse per le letture scientifiche sta aumentando; ma bisognerebbe incentivare la formazione. Lancio una provocazione: bisognerebbe fotografare gli scienziati con donne, champagne, Ferrari. Solo così gli italiani valuterebbero che può essere meglio diventare scienziato invece che calciatore.

 

Che cosa ci porterà il futuro?

Ci sono due rivoluzioni alle quali spero di assistere: l’arrivo dei computer quantistici e la comprensione di che cos’è e da dove viene la nostra coscienza. Ci stiamo infatti rendendo conto che, su questo tema, non ne sappiamo abbastanza, e mi aspetto grandi passi avanti in questa direzione.

28 Maggio 2018

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