Subito codici e regole per interagire con i robot

Scienziati e ricercatori invocano una regolamentazione "etica" del settore. Il parere di manager e giuristi.

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Un momento del dibattito su "Quanto potere vogliamo dare ai robot?".

Ciao, pubblico di Focus Live!”: con voce niente affatto metallica, Centauro, il robot progettato per le emergenze dai ricercatori dell’IIT-Istituto Italiano di Tecnologia di Genova introduce in maniera irriverente il talk su un tema, serio e di grande attualità, che anima subito il dibattito tra gli ospiti del Focus Live: “quanto potere vogliamo dare ai robot?”

 

Roberto Cingolani dell'Istituto italiano di tecnologia centra subito l'argomento, avvertendo che servono regole precise da seguire, perché le nuove tecnologie, l'intelligenza artificiale, hanno cambiato il nostro modo di vivere profondamente: «la società è cambiata. La robotica deve mettere attorno a un tavolo filosofi, psicologi, sociologi affinché mettano a punto dei codici di comportamento come è accaduto con il codice della strada all'epoca dell'avvento delle automobili».

 

C'è da considerare, aggiunge Cingolani, che «noi siamo abituati a un modello biologico con cervelli autonomi incorporati in un corpo, siamo 7 miliardi e abbiamo inventato la democrazia per convivere. In futuro ci sarà una nuova specie non biologica con un cervello unico, messo in un cloud. La coesistenza con una razza artificiale come sarà?».

 

In realtà ci stiamo già convivendo. Andrea Bonarini, docente di robotica al Politecnico di Milano, ricorda, per esempio, che «a Natale entrano nelle case milioni di robot, sono i giocattoli che hanno modificato l'approccio al gioco dei nostri figli. Questo sta succedendo a prescindere dai sistemi robotici. La ricerca ora sta studiando dei robot che abbiano delle emozioni e che siano in grado quindi di interagire con noi, con i bambini, con gli anziani. Si instaureranno inevitabilmente delle relazioni e questo ci spingerà a chiamare in causa l'etica».

 

Ma sono delle macchine, ci tiene a sottolineare Oscar di Montigny, manager, divulgatore e scrittore, e tali devono restare: «abbiamo bisogno di relazionarci, fa parte della nostra natura. Dobbiamo coesistere con i robot, ma guai a delegare ad altri la cosa che caratterizza la nostra specie, i sentimenti, l'empatia».

 

Le regole, comunque, sono una necessità: «Stiamo istituendo un centro d'eccellenza all'Istituto Sant'Anna di Pisa per capire quali sono le implicazioni di queste tematiche, vi è la corretta percezione del problema e la volontà di intervenire – dice Andrea Bertolini, giurista, docente di diritto privato all'università di Pisa - E anche l'Unione Europea se ne sta occupando da alcuni anni».

 

L'intervista a Oscar di Montigny

11 Novembre 2018 | Chiara Raiola

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