Un terzo delle mummie animali egizie sono vuote. Ma perché?

Lo rivelano le analisi ai raggi X di centinaia di bende: una truffa? Forse. Ma l'ipotesi prevalente è che la domanda di offerte votive fosse talmente alta, che ci si accontentava di poco (o niente).

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Mummia di coccodrillo esposta al Museo della mummificazione di Luxor, Egitto.|Visuals Unlimited/Nature Picture Library/contrasto

Un ampio progetto di scansione di antichi reperti archeologici del Museo e dell'Università di Manchester rivela un risvolto segreto della pratica egizia di mummificazione degli animali.

 

Un terzo delle bende dalle sembianze di gatto, ibis o coccodrillo è in realtà completamente vuoto, sin dalla sua fabbricazione. L'ipotesi dei ricercatori è che la domanda di mummie animali, usate come offerte votive alle divinità, avesse superato la disponibilità di corpi, e che gli imbalsamatori si arrangiassero come potevano.

 

Vedere attraverso. I ricercatori del Centre for Biomedical Egyptology dell'Ospedale di Manchester hanno analizzato ai raggi X e con tomografia computerizzata 800 mummie animali raccolte in scavi egizi tra il 19esimo e il 20esimo secolo. Il progetto, riassunto nel video qui sotto, è stato documentato dal programma televisivo BBC Horizon

 

Lo "scandalo" delle mummie vuote (0:46)

 

Ripieno a sorpresa. Un terzo delle mummie studiate contiene resti animali molto ben conservati; un terzo cela residui parziali e un terzo non nasconde alcun resto animale, ma fango, bastoncini, canne vegetali insieme a materiali associati agli animali venerati, come gusci d'uovo o piume.
 

Business religioso. Una truffa ai danni dei fedeli che acquistavano le mummie prima di recarsi a pregare? Non è da escludere. «Le mummie animali erano offerte votive e rappresentavano una forma di connessione con le divinità animali venerate dagli egizi» spiega Campbell Price, curatore della sezione egizia del museo. 

 

«Oggi si accende una candela in una cattedrale. Nell'antico Egitto si acquistava una mummia animale con un sistema di baratto, la si affidava a un sacerdote che la seppelliva in gruppo con mummie dello stesso tipo».

 

Allevati apposta. Il rito era talmente diffuso - specialmente tra l'800 a.C. e l'epoca romana - che in 30 vaste catacombe scoperte in Egitto sono state rinvenute 70 milioni di piccole mummie animali accatastate l'una sopra l'altra. Si può supporre che la domanda fosse talmente alta che ci fossero appositi sistemi di allevamento di animali (trampolieri, falchi, scoiattoli, gatti, coccodrilli del Nilo) destinati al triste scopo.

 

Nessun inganno. Ma l'ipotesi prevalente è che non si trattasse di una truffa, e che gli acquirenti sapessero bene cosa stavano comprando. «Non pensiamo fosse una forma di contraffazione» chiariscono i ricercatori «semplicemente, in mancanza di resti "veri" si usava tutto ciò che si aveva a disposizione, come pezzi di animali mummificati o pezzi di nido o di uova che in vita erano appartenuti ad essi, considerati speciali perché erano stati vicini all'animale. Spesso, le mummie più riccamente decorate sono quelle vuote».

 

12 Maggio 2015 | Elisabetta Intini