Chi erano e cosa facevano i siciliani di 3.000 anni fa?

Elimi, Sicani, Siculi, Greci: chi erano e come vivevano i popoli che abitavano la Sicilia prima dell'arrivo dei Romani?

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Da sempre la posizione strategica e un gran numero di approdi naturali hanno reso la Sicilia una piazzola di sosta privilegiata nell'"autostrada d'acqua" del Mediterraneo.

 

Se ne resero conto i commercianti che, nell'antichità, navigavano verso occidente e chi, attraversando lo stretto braccio di mare che separa Sicilia e Calabria, approdò da queste parti, accorgendosi di aver trovato una terra ospitale, ideale per stabilirvisi.

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L'acropoli di Selinunte, antica città greca situata sulla costa sud-occidentale della Sicilia. | Urban commonswiki

Triangolare. A chiamarla Trinacria per la sua forma (da treis, “tre”, e akra, “promontori”) furono i Greci, notoriamente fissati per la geometria. Ma prima di loro l'isola fu abitata da molte altre popolazioni.

 

I primi abitanti a rendersi conto dei vantaggi di quest'isola così fertile furono infatti i Sicani, seguiti da Siculi ed Elimi.

 

Lo storico greco Tucidide (V secolo a. C.) racconta che i Sicani erano approdati in Sicilia provenendo dalla Spagna. Ma su questo dato non tutti concordano. «Contrariamente a quanto affermano gli scrittori antichi, sono convinto che il popolo sicano, così come quello siculo, si sia formato direttamente in Sicilia» spiegava in un'intervista a Focus Storia (Focus Storia 22, Agosto 2008) Vincenzo La Rosa, docente di Archeologia e antichità egee all’Università di Catania.

 

«Ciò avvenne quando le genti che già dal III millennio a. C. abitavano il territorio centrale e sud-occidentale dell’isola, prima del 1000 a. C. furono costrette a confrontarsi con i popoli che arrivavano dal mare. Fu allora che si resero conto di avere una lingua comune e gli stessi usi e costumi. Capirono insomma di essere diventati un solo popolo: i Sicani.


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Tempio di Segesta (Trapani), antica città elima. | Effems/WikiMedia

Crocevia di popoli. La nascita dei Sicani dovette precedere di poco l'arrivo da Calabria, Campania e Puglia di tribù di popoli italici abili nel lavorare il bronzo e allevare i cavalli. Dopo aver attraversato su zattere lo stretto di Messina, i nuovi arrivati si unirono agli indigeni come il lievito sulla farina. E la storia sfornò un altro popolo simile eppure diverso dai Sicani: i Siculi.

 

Più o meno nello stesso periodo anche gli Elimi si erano ritagliati una fettina del triangolo, nella parte occidentale dell'isola. I Sicani li lasciarono tranquilli e loro costituirono una piccola comunità. La Sicilia divenne così rapidamente multietnica come una metropoli di oggi

 

Gli studiosi non sanno dire con certezza quando Greci, Cartaginesi dell'Epiro e latini entrarono in contatto con i primi abitanti della Sicilia, ma sappiamo con certezza che fin dal XIII secolo i Micenei solcavano le acque del Mediterraneo e nel VIII secolo a.C. i Fenici avevano già fondato sull'isola le loro basi di import-export.

Al soldo degli invasori. Di certo sappiamo poi che verso il VII secolo toccò ai Greci creare da queste parti le loro prime colonie, giungendo in cerca di nuovi mercati e terre da colonizzare. Gli indigeni non amavano quegli invasori, ma furono conquistati dalla loro cultura e il risultato fu che nel V secolo a .C. gli antichi siciliani erano ormai più greci che italici tanto da arrivare addirittura a combattere come mercenari nelle guerre fratricide dei loro occupanti greci.

 

 

 

02 Novembre 2018 | Giuliana Rotondi