Storia

Ustica: scoperta un'imponente fortificazione di oltre 3.000 anni fa

Grazie a strumenti non invasivi come il georadar e la tomografia elettrica, sono stati individuati nel Villaggio dei Faraglioni, a Ustica, i resti di una muraglia alta 5 metri e lunga 250 che risale all'Età del bronzo.

Situata nel Mar Tirreno a poco meno di 70 km a nord di Palermo, fin dall'epoca antica l'isola di Ustica è stata un punto d'approdo di alcune delle più importanti civiltà mediterranee, dai Fenici ai Saraceni, che ne hanno sfruttato la posizione geografica favorevole lasciando numerose tracce archeologiche del loro passaggio. Tra queste, spicca l'ultima eccezionale scoperta di una fortificazione risalente a più di tre millenni fa ed effettuata nella zona del Villaggio dei Faraglioni, sito di un importante insediamento all'Età del bronzo.

Tecniche avanzate. Pubblicata sul Journal of Applied Geophysics, la scoperta è di un team di studiosi italiani coordinati dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Il ritrovamento è stato possibile grazie a strumenti non invasivi, come il georadar e la tomografia elettrica, che hanno permesso agli esperti di localizzare l'esistenza di resti di una lunga cinta di mura, parte di un ampio e complesso sistema di difesa. Le dimensioni dell'antica muraglia erano notevoli (era lunga 250 metri e alta da 4 a 5 metri) e, secondo i ricercatori, suggerirebbero l'esistenza di tecniche difensive ben più avanzate di quanto si pensava in precedenza, aprendo nuove prospettive nella comprensione delle popolazioni dell'Età del bronzo insediate a Ustica.

una Comunità evoluta. Sebbene il sito del villaggio fosse già conosciuto e vi siano stati condotti numerosi scavi a partire dagli anni Settanta, si tratta della prima volta che i ricercatori individuano fortificazioni pensate per proteggere il centro abitato, potenzialmente soggetto a razzie e saccheggi. Tra il 1200 e il 1400 a.C., il Villaggio dei Faraglioni, oggi considerato come uno dei meglio conservati in tutto il Mediterraneo, vide infatti il suo periodo di massima espansione. In quel periodo, le testimonianze archeologiche suggeriscono che Ustica ospitava centinaia di abitanti distribuiti in più centri, dediti alla pesca, all'agricoltura, all'allevamento e all'artigianato. Allo stesso tempo, la disposizione urbanistica e l'abbondanza di arredi all'interno delle capanne del Villaggio dei Faraglioni attestano un'organizzazione sociale ed economica evoluta e ben strutturata, nonché un'elevata qualità di vita.

Il mistero della fine improvvisa. Stando agli studiosi, l'esistenza dell'insediamento usticano si concluse quando gli abitanti lo abbandonarono improvvisamente intorno al 1200 a.C., come si deduce tra l'altro da resti di effetti personali lasciati nella loro consueta posizione all'interno delle capanne. Per spiegare questo esodo inaspettato sono state ipotizzate varie teorie, dal disastro naturale a un attacco di predoni provenienti dal mare, fino a devastanti epidemie.

Quel che è certo è che da allora, per circa otto secoli, Ustica rimase disabitata.

4 febbraio 2024 Massimo Manzo
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