Storia

Uno studio lo conferma: Hitler morì nel 1945

Il servizio segreto russo ha autorizzato l'analisi dei frammenti di cranio del dittatore. Confermata la versione ufficiale: il Fuhrer si sparò un colpo alla testa dopo aver ingerito una fiala di cianuro.

Ormai non ci sono più dubbi: Adolf Hitler morì il 30 aprile 1945 suicidandosi nel suo bunker a Berlino. Lo confermano le ultime analisi effettuate dai ricercatori francesi sui frammenti di cranio del Fuhrer conservati a Mosca.

Il Fuhrer non è quindi fuggito in Argentina a bordo di un sottomarino e nemmeno si trova in una base nascosta in Antartide come vorrebbero alcune curiose interpretazioni.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica European Journal of Internal Medicine, ha confermato invece la versione ufficiale: il dittatore si sparò un colpo alla testa dopo aver ingerito una fiala di cianuro.

La prima pagina del giornale delle forze armate statunitensi "The Stars and Stripes" nell'edizione del 2 maggio 1945, due giorni dopo la presunta morte del Führer.

Il giallo del corpo. I dubbi sugli ultimi momenti del Fuhrer furono alimentati dal fatto che il suo corpo non fu mai trovato. Nei momenti concitati dell'arrivo a Berlino dell'Armata Rossa infatti i resti di Hitler, come da sua volontà, sarebbero stati portati fuori dal bunker, nel giardino della Cancelleria del Reich, e qui cosparsi di benzina e dati alle fiamme.

I resti, inumati in un cratere, rimasero lì finché, qualche giorno dopo, Stalin chiese ai servizi di controspionaggio dell’Armata Rossa di portarli a Magdeburgo, seppellendoli in un luogo segreto.

Alcuni documenti emersi dagli archivi sovietici hanno rivelato che, temendo che il luogo fosse reso pubblico e diventasse un santuario neonazista, nel 1970 il Kgb decise di riesumare i resti, cremarli e disperderne le ceneri. Di Hitler resterebbero solo una mandibola (con tracce di un intervento odontoiatrico) e parti del cranio.

Sono proprio questi resti che oggi finalmente gli studiosi hanno potuto analizzare dopo che il Servizio segreto russo e gli archivi statali russi hanno dato loro il consenso.

Tutto confermato. Secondo il professor Philippe Charlier che ha coordinato gli studi il teschio mostra un foro sul lato sinistro, probabilmente causato dal passaggio di un proiettile. L'esame dei denti non ha trovato infatti tracce di polvere, il che indica che è da escludersi l'ipotesi di un colpo di pistola alla bocca.

Più probabilmente Hitler si sparò alla fronte. I depositi bluastri presenti sui suoi denti confermano inoltre l'avvelenamento con il cianuro che, a contatto con il metallo delle protesi, avrebbe provocato la reazione chimica e il conseguente deposito di colore bluastro.

24 maggio 2018 Giuliana Rotondi
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