Storia

La Tenda rossa di Umberto Nobile in mostra al Museo della Scienza di Milano

Grazie a un eccezionale lavoro di restauro, la Tenda rossa che fu il rifugio dei superstiti della spedizione al Polo Nord del 1928, torna in mostra dal 15 febbraio al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano.

Dal 15 febbraio, la Tenda rossa che nell'estate del 1928 diede rifugio a Umberto Nobile e agli altri superstiti deldisastro del Dirigibile Italia, precipitato al Polo Nord, torna fruibile al pubblico in occasione dei 70 anni del Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Un'eccezionale opera di restauro, iniziata nel 2008 e diretta da Cinzia Oliva, ha infatti permesso di rimettere assieme i pezzi della stoffa parzialmente frantumata e di ricostruire l'oggetto nella sua tridimensionalità, lasciando tuttavia visibili le macchie e i segni che ne raccontano la storia.

La Tenda rossa in esposizione al Castello Sforzesco di Milano nel 1928. © ©Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, Milano

La Tenda rossa di Umberto Nobile era stata esposta per l'ultima volta nel 1998, nel 70° anniversario della missione. Ora, restaurata, torna visibile dal 15 febbraio al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, in occasione delle celebrazioni per i 70 anni del Museo. Successivamente si potrà vedere il cimelio visitando lo spazio dedicato alle Collezioni Studio, all'interno del padiglione aeronavale.

La tempesta e la tragedia. La Tenda rossa faceva parte dell'equipaggiamento della spedizione guidata da Umberto Nobile, partita nell'aprile del 1928 a bordo del Dirigibile Italia con l'obiettivo di realizzare una serie di esperimenti scientifici al Polo Nord. Confezionata dall'azienda milanese Moretti, avrebbe dovuto ospitare per periodi brevi (uno o due giorni) gli scienziati impegnati nelle rilevazioni sul pack. Ma il suo destino cambiò assieme a quello della spedizione quando, al ritorno dal terzo dei cinque sorvoli sull'artico previsti dal programma, una tempesta fece precipitare il dirigibile.

Di sei delle 16 persone a bordo non si seppe più nulla. Gli altri 10 si trovarono a dover sopravvivere con i pochi oggetti che riuscirono a recuperare dai resti del velivolo. Fra questi, una radio che permise di lanciare l'SOS, la tenda e alcune bottiglie di un colorante di colore rosso (l'anilina), che venivano fatte cadere durante i voli per calcolare l'altezza del dirigibile, partendo dal tempo impiegato per infrangersi al suolo.

Il Dirigibile Italia
Il Dirigibile Italia al ritorno dal volo di esplorazione (1928). © ©Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, Milano

Strisce rosse per i soccorsi. Per rendersi visibili ai soccorritori, Nobile ordinò che l'anilina fosse utilizzata per tracciare delle grandi strisce rosse sulla la tenda. Dopo 48 giorni di permanenza sul pack, il gruppo fu raggiunto dalla nave russa Krassin e portato in salvo. Le complesse operazioni di recupero, con diversi tentativi falliti, erano costate la vita a nove soccorritori. Fra loro, anche Roald Amundsen, che nel 1911 era stato il primo uomo a raggiungere il Polo Sud.

Riguardo alla tenda, il colore rosso sbiadì già durante la permanenza sul pack per effetto dell'intensa radiazione solare, ma alcune tracce sono tuttora visibili su un lato dell'oggetto esposto a Milano. È invece ancora molto evidente la colorazione grigio scura attorno all'oblò di ingresso, dovuta alla fuliggine generata dai fuochi che gli occupanti utilizzavano all'interno, che i restauratori hanno scelto di conservare.

La nave rompighiaccio russa Krassin
La nave rompighiaccio russa Krassin fotografata dalla baleniera norvegese Braganza al largo delle isole Svalbard, il 17 luglio 1928. © Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, Milano

Il restauro del cimelio. «La Tenda, a pianta quadrata e alta due metri e mezzo, è realizzata in seta ed è costituita da uno strato esterno di colore chiaro, resistente ai venti polari, e da uno strato interno blu, per proteggere gli occupanti dalle radiazioni solari» spiega Marco Iezzi, curatore dei trasporti del museo.

«Poggia inoltre su una base che era stata resa estremamente impermeabile, per evitare che l'acqua generata dal calore dei corpi potesse penetrare all'interno».

«È fabbricata in seta, perché al tempo questa era la fibra più resistente a disposizione, in quanto è lunga ma al tempo stesso flessibile e leggera» aggiunge Cinzia Oliva. «Tuttavia le condizioni estreme del Polo Nord avevano già messo a dura prova il materiale, che ha poi subito ulteriori danni quando, a partire dalla fine di agosto del 1928, la tenda fu esposta senza particolari precauzioni al Castello Sforzesco di Milano». La paziente opera di restauro ha ricomposto i frammenti e ripulito il tessuto, mentre la tridimensionalità dell'oggetto è stata ripristinata grazie a una struttura in alluminio interna realizzata ad hoc.

Al museo gratis per i suoi 70 anni

Mercoledì 15 febbraio 2023 il Museo regala al pubblico una serata gratuita per celebrare il suo 70° compleanno. Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia, il più grande museo tecnico-scientifico italiano, è stato inaugurato infatti il 15 febbraio 1953. L'idea del fondatore, l'ingegner Guido Ucelli, era quella di dotare l'Italia, al pari degli altri grandi paesi europei, di un museo che raccontasse il "divenire del mondo" a partire da uno sguardo di unitarietà della cultura rappresentato da Leonardo da Vinci, a cui sono dedicate le dieci sale che ne costituiscono quindi lo storico valore identitario.

In occasione della serata, dalle ore 18 alle 23.30 sono in programma attività speciali e novità.

Il programma completo della serata e ulteriori informazioni sull'evento

12 febbraio 2023 Margherita Fronte
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