Storia

Uno strumento musicale di 17.000 anni fa

Una conchiglia di 17.000 anni fa, rinvenuta nel 1931 in una grotta della Francia, è stata studiata e riconosciuta come strumento musicale - e infine suonata.

La caverna di Marsoulas, nella regione dell'Occitania, è una delle aree archeologiche più importanti della Francia; è stata scoperta intorno al 1880, e nel 1897 gli scavi hanno portato alla luce pitture rupestri create quasi 20.000 anni fa e fatte risalire alla cultura magdaleniana.

suona ancora. L'attenzione ai dipinti preistorici, realizzati utilizzando pigmenti di ocra rossa, ha però distratto gli archeologi da un altro reperto altrettanto impressionante, scoperto nel 1931 e sostanzialmente ignorato fino a oggi, quando un team multidisciplinare l'ha studiato e ha trovato il modo di riportarlo in vita. Si tratta di una conchiglia che veniva utilizzata come strumento musicale: come si legge nello studio pubblicato su Science Advances, il team di ricerca l'ha restaurata e l'ha fatta suonare di nuovo, per la prima volta da 17.000 anni.

Lo strumento in questione, del quale potete vedere una ricostruzione 3D a questo indirizzo, è una grossa conchiglia (30 cm di lunghezza e 20 di larghezza) appartenente alla specie Charonia lampas, un mollusco presente ancora oggi anche in Italia. Secondo i ricercatori, la conchiglia non è "locale", ma è arrivata a Marsoulas probabilmente dall'Africa: un dettaglio che 80 anni fa venne derubricato a semplice curiosità, e la conchiglia catalogata come "coppa da cui bere" e dimenticata tra gli scaffali del museo di Tolosa.

Tre note. Il team di ricerca guidato da Carole Fritz del CNRS (il Centre national de la recherche scientifique francese) l'ha rianalizzata, e ha scoperto qualcosa che era sfuggito ai primi descrittori: la conchiglia non è "al naturale", ma ha subito modificazioni per mano umana, utili a trasformarla in uno strumento musicale. Innanzitutto, la punta della conchiglia (che è la parte più resistente dell'intero guscio) è spezzata a formare un'apertura di 3,5 cm: non è una frattura casuale, ma un modo per creare il bocchino dello strumento - e infatti intorno a questa fessura sono state trovate tracce di materiale organico.

Dall'altro lato della conchiglia, invece, le analisi hanno scoperto che l'apertura è stata allargata artificialmente, e che il guscio è stato decorato con lo stesso pigmento rosso che si trova sulle pareti della caverna. La conferma definitiva del fatto che la conchiglia fosse uno strumento musicale e non un calice è venuta suonandola: il musicologo che se n'è occupato è riuscito a produrre tre note diverse.

4 marzo 2021 Gabriele Ferrari
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