La malattia che ha vinto il Saladino: una diagnosi tardiva

Il condottiero che è stato l'incubo dei crociati morì di febbre tifoide in un paio di settimane: la verità 800 anni dopo in base alle scarse informazioni storiche.

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Un busto metallico del Saladino conservato al Cairo, in Egitto.

Il suo nome, scolpito nella storia militare e culturale del Medio Oriente, fece tremare i crociati: Salah ad-Din, il Saladino (1137-1193), fondatore della dinastia ayubbide e sultano dell'Egitto e della Siria negli ultimi decenni del dodicesimo secolo, conquistatore di Gerusalemme nel 1187, invincibile sul campo di battaglia. Lo uccise una misteriosa malattia in un paio di settimane appena, all'età di 56 anni.

 

La diagnosi. Ora un gruppo di esperti in storia della medicina ha fatto luce, a otto secoli di distanza, sulle circostanze della misteriosa e repentina fine del condottiero di origine curda. Stephen Gluckman (università della Pennsylvania) ha "discusso il caso" del paziente illustre all'annuale incontro dell'Historical Clinicopathological Conference, dove si riesaminano i casi di morti famose e si indaga sulle loro possibili cause.


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Le scarse testimonianze storiche sulla malattia del Saladino raccontano di episodi di sudorazione, di una violenta febbre e di attacchi di mal di testa: sul tipo di malattia si è molto dibattuto, ma alcune fonti parlano di tubercolosi o meningite. Secondo Gluckman si trattò invece di un'infezione da febbre tifoide, una malattia batterica che si diffonde attraverso acqua e cibo contaminati, piuttosto comune in quell'epoca nell'area di Damasco, dove il Saladino morì.

 

L'ipotesi è basata su dati quali l'analisi delle malattie più diffuse dell'epoca, le più letali e quelle che potevano risultare fatali in un paio di settimane. Nelle fonti storiche mancano riferimenti ai dolori addominali che questa infezione comporta ma, spiega Gluckman, le cronache del tempo non erano redatte da medici, e alcuni dettagli potrebbero non comparire.

 

Le ricadute militari. Per Tom Asbridge, storico medievale della Queen Mary University of London, la malattia e la morte del Saladino potrebbero aver compromesso i piani di una campagna militare risolutiva contro Riccardo I d'Inghilterra (Riccardo Cuor di Leone), di cui Saladino fu il principale antagonista, e con il quale aveva concluso, un anno prima di morire, una tregua che lasciava ai musulmani il controllo di Gerusalemme, ma permetteva a pellegrini e mercanti cristiani disarmati di entrare in città.

 

La febbre tifoide comporta debolezza, dolori all'apparato digerente, perdita d'appetito, mal di testa: ancora oggi infetta 22 milioni di persone ogni anno, ma a differenza di quanto accadeva nel dodicesimo secolo la si tratta e cura con antibiotici.

 

08 Maggio 2018 | Elisabetta Intini