Storia

Storia dell'automobile - La papamobile

La prima e unica papamobile intestata al Papa anziché alla Santa Sede fu la lussuosa Citroën C6 Lictoria Sex, donata a Pio XI nel 1930. Ecco com'era.

La prima papamobile della storia fu regalata nel 1909 a papa Pio X dall'arcivescovo di New York: era la sontuosa cabinata Itala 20/30. La storica casa automobilistica, fondata a Torino nel 1903, si era già "meritata una riputazione grande presso i nostri automobilisti", si legge in un libretto d'epoca conservato al Museo Fisogni, in particolare grazie al "motore potente, permettendo questo delle grandi velocità con poco consumo di combustibile".
 
Potente o meno, il regalo non fu particolarmente apprezzato dal pontefice; abituati alle carrozze - e complice l'isolamento volontario del Vaticano, che vigeva dal 1861, anno dell'unità d'Italia - sia Pio X sia il suo successore, Benedetto XV, non utilizzarono mai automobili per i loro brevi spostamenti, sempre limitati all'interno delle mura vaticane.

Fu solo con Pio XI, più attento alle innovazioni tecnologiche rispetto ai suoi predecessori, che si imposero la papamobile e la circolazione automobilistica in Vaticano. La prima della serie fu una Bianchi Tipo 15, nel 1925, cui fecero seguito molte altre - frutto di una silenziosa gara tra case automobilistiche e associazioni per accattivarsi i favori del pontefice.
 
La Mercedes divenne presto uno dei marchi favoriti di Pio XI - tanto da acquistarne direttamente una - ma resta degna di nota la Citroën Lictoria Sex, regalata dalla Citroën italiana al papa nel 1930. E proprio alla fine di quell'anno le vetture papali iniziarono a essere targate, segno evidente che si era sviluppata una moderna mobilità anche nella giovane Città del Vaticano.
 
A differenza di altre papamobili, la Lictoria Sex non era un'auto di serie adattata, ma fu costruita su misura. A questa elegantissima vettura, tuttora conservata nel Padiglione delle Carrozze dei Musei Vaticani, dedicò un articolo anche la Mobil Oil italiana nella sua Rivista del Gargoyle Mobiloil. Quelle pagine, conservate al Museo Fisogni, corredate da fotografie, descrivono nel dettaglio il gioiello realizzato dalla casa francese.

Se convince poco l'asserzione che il dono fosse dovuto al "fervore spontaneo della Casa e delle Maestranze, che si prodigarono senza alcun compenso", non si può che concordare quando il giornalista afferma che si trattava di una "maestosa vettura che meravigliosamente concilia in sé le secolari tradizioni della Chiesa con le esigenze dell'età del motore".
 
La fredda riproduzione fotografica in bianco e nero non rende giustizia alla vettura, tutta in oro e amaranto, caratterizzata all'esterno da una linea di austera semplicità e dagli stemmi papali. Erano tuttavia gli interni il pezzo forte dell'auto, arredata in stile '700 veneziano, con la parte ornamentale lignea in amaranto intagliato e decorato con motivi in oro.
 
Come ogni sovrano che si rispetti, anche Pio XI aveva i suoi scomparti segreti: "i pannelli di legno celano piccoli armadietti", corredati con oggetti "in argento dorato e cristalli di Boemia" (non proprio il massimo in caso di incidente!). Uno scrigno sul quale era incastonato un orologio d'oro conteneva i breviari e l'immagine di S. Cristoforo, protettore degli automobilisti. Persino il soffitto era decorato in argento. A seconda delle esigenze, poi, la sistemazione interna poteva subire rapide trasformazioni: non una novità assoluta, questa, dato che a inizio '900 molte vetture erano dotate di sedili e tetto smontabili, o addirittura di carrozzerie intercambiabili!

Storia dell'automobile - Targa di manutenzione sulla Citroën C6 Lictoria Sex
Targa di manutenzione degli oli sulla prima, vera papamobile, la Citroën C6 Lictoria Sex. © Archivio Museo Fisogni

La sontuosa Citroën era adatta anche agli eventi ufficiali: "il seggio papale può disporre di due posti, qualora il Papa abbia per ospite un Sovrano". Particolari anche gli strapuntini (le sedute interne), realizzati in maniera che fossero orientabili, in modo che "gli Eminenti Prelati" compagni di viaggio del pontefice non fossero costretti a volgergli le spalle.
 
Moderni il riscaldamento, la ventilazione e l'illuminazione interna, affidata a due lampade disegnate "ad imitazione di ceri". Velocità massima: 105 km/h, per un consumo di 7 km al litro. L'autista, ovviamente, sedeva fuori dall'abitacolo. Per comunicare, il papa utilizzava un quadro comandi a pulsantiera che faceva apparire su di un quadrante collocato sul cruscotto le scritte luminose con le indicazioni per il viaggio: una sorta di telecomando ante-litteram!
 
Ultimo particolare, infine, la targhetta con le indicazioni per la lubrificazione che accompagna ogni vettura Citroën: prodotto consigliato, ovviamente, il Gargoyle Mobiloil.
 
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Storia dell'automobile: la papamobile è realizzato con il contributo di Marco Mocchetti, del Museo Fisogni, storica esposizione della più grande collezione al mondo di pezzi inerenti le stazioni di servizio dal 1892 al 2001.

31 marzo 2021
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