Focus

Spie vip: quando i personaggi famosi fanno gli 007

Da Houdini a Cary Grant, da Josephine Baker a Elvis, passando per Graham Greene: i personaggi famosi con un passato da agenti segreti.

Ammettiamolo: quale migliore copertura per una spia di essere un divo di Hollywood? Il caso più famoso fu forse quello di Cary Grant. Sebbene negli anni '60 avrebbe rifiutato il ruolo di James Bond al cinema, non disdegnò di vestire i panni dell’agente segreto nella vita reale: fu infatti impiegato dal governo britannico per tenere sotto controllo i simpatizzanti nazisti a Hollywood, durante la seconda guerra mondiale, tra cui il noto attore Errol Flynn. Non solo. Grant fu un fervido sostenitore della causa inglese e fece diverse donazioni in denaro alle forze armate britanniche. E il suo impegno fu premiato: nel 1947, Grant venne insignito della medaglia reale per i servizi alla causa della libertà.

Uno dei trucchi preferiti dell’illusionista Harry Houdini era chiedere ad agenti di polizia di ammanettarlo, per vedere in quanto tempo sarebbe riuscito a liberarsi. Secondo una biografia uscita nel 2006, per questo motivo il servizio segreto americano e quello britannico lo assoldarono perché si intrufolasse nelle stazioni di polizia in tutta Europa e Russia per raccogliere informazioni con la scusa dell’improvvisata esibizione. In cambio dei suoi servizi, Houdini avrebbe avuto un aiutino per la sua carriera. Si vocifera per esempio che William Melville, capo di Scotland Yard, per esempio gli procurò un po’ di audizioni con direttori di teatri londinesi.

Chi avrebbe avuto il coraggio di fermare alla dogana la grande cantante Josephine Baker per sequestrarle gli spartiti musicali? E invece era proprio lì, tra le note sul pentagramma, che con inchiostro invisibile si nascondevano messaggi e informazioni della resistenza francese durante la seconda guerra mondiale. Non solo: la Baker riferiva ai partigiani qualunque cosa scoprisse sui collaborazionisti e pare si sia spinta persino a fare foto delle installazioni militari dei nazisti in Francia, approfittando dell’invisibilità che le dava essere una star.

Memore forse dei trascorsi nello spionaggio di tanti suoi colleghi, una mattina del dicembre 1970 Elvis Presley chiese e ottenne un incontro col Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon: l’incontro seguiva una lettera in cui proprio Elvis aveva chiesto al Presidente di diventare un agente segreto, approfittando della sua enorme popolarità. Ma il sogno rimase tale perché Nixon fu costretto a lasciare la poltrona presidenziale nel 1974, a causa dello scandalo del Watergate, ed Elvis morì nel '77.

Lo scrittore inglese Graham Greene, ha raccontato spesso nei suoi libri di avventure e agenti segreti. E chissà quanto ci fosse di autobiografico nelle sue storie: nel 1941 Greene divenne una spia per l'MI6, il servizio di intelligence segreto britannico. Era di stanza per più di un anno a Freetown, Sierra Leone, dove le sue responsabilità comprendevano la ricerca navi che partivano dall'Africa alla volta Germania, con diamanti e altri generi di contrabbando, e il monitoraggio delle forze di Vichy nella vicina Guinea francese. Tutta esperienza di cui seppe far tesoro. Greene ha pubblicato più di 25 romanzi nel corso della sua carriera, tra cui una serie di thriller di spionaggio, come ad esempio “Un americano tranquillo“, "il nostro uomo all'Avana" e "il fattore umano".

Anche la star stella del Baseball americano Moe Berg diede il suo “contributo” alla patria. Laureatosi a Princeton, Berg non era un giocatore qualunque: parlava 8 lingue e la sua carriera di spia iniziò quando si recò in Giappone per una tournè di stelle del baseball (sport che in Giappone è molto popolare). Il viaggio gli fu utile per filmare i cantieri navali di Tokyo, e segnarne la posizione: tutto materiale passato all’esercito degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale. Dopo aver lasciato il baseball, Berg si unì all'OSS, l’antenato della CIA, arrivando a paracadutarsi in Jugoslavia per aiutare i gruppi di resistenza.

Ma non tutte le spie lavoravano dalla parte degli alleati. Andrew Morton, scrittore noto per la biografia non autorizzata di Lady D (Diana: la vera storia), nel 2015 è entrato in possesso di alcuni documenti “segreti” secondo cui Wallis Simpson, per amore della quale Edoardo VIII rinunciò al trono inglese, potrebbe essere stata in realtà una spia nazista. E non sarebbe stato il solo a pensarlo: anche Winston Churchill e l’ambasciatore americano a Londra sospettavano della seducentew Wallys.

All'inizio della seconda guerra mondiale, il commediografo Noël Coward, che negli anni '60 avrebbe lavorato anche con Hitchcock, era già famoso. Ma allo scoppio della guerra, abbandonò per un po’ il suo lavoro teatrale e si mise al servizio dell’intelligence britannico. Coward usò la sua celebrità per ottenere l'accesso agli ambienti vip, anche negli Usa, e per fornire informazioni top-secret sui sostenitori di Hitler. Lo aiutava una memoria formidabile, ed era così bravo a fare la spia, che i nazisti lo vennero a sapere e lo misero sulla lista nera dei nemici da eliminare una volta invasa la Gran Bretagna. Ma… la storia andò diversamente.

Ammettiamolo: quale migliore copertura per una spia di essere un divo di Hollywood? Il caso più famoso fu forse quello di Cary Grant. Sebbene negli anni '60 avrebbe rifiutato il ruolo di James Bond al cinema, non disdegnò di vestire i panni dell’agente segreto nella vita reale: fu infatti impiegato dal governo britannico per tenere sotto controllo i simpatizzanti nazisti a Hollywood, durante la seconda guerra mondiale, tra cui il noto attore Errol Flynn. Non solo. Grant fu un fervido sostenitore della causa inglese e fece diverse donazioni in denaro alle forze armate britanniche. E il suo impegno fu premiato: nel 1947, Grant venne insignito della medaglia reale per i servizi alla causa della libertà.