Il fallout nucleare sulle spiagge di Hiroshima

L'eredità della bomba atomica su Hiroshima è stata trovata sulle spiagge della città: microparticelle vetrificate, residuo delle ceneri del bombardamento.

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Il Santuario di Itsukushima, simbolo del Giappone, a meno di 20 km dall'epicentro dell'esplosione nucleare. Anche la sabbia di queste spiagge ha la sua parte di ceneri dell'Hiroshima polverizzata.|Davide Lizzani

Nell'agosto del 1945, dopo il primo attacco nucleare della storia, solo il 10% degli edifici di Hiroshima era ancora in piedi: gran parte della città fu ridotta in cenere dalla bomba e dagli incendi che seguirono. Dov'è finita la cenere di quei giorni d'inferno?

 

Una risposta l'ha trovata il geologo Mario Wannier mentre cercava piccoli organismi marini sulle spiagge di Hiroshima, trovando invece qualcosa di inusuale, «particelle estranee», ha dichiarato, «vetrose, tondeggianti, aerodinamiche». Queste particelle sono molto particolari, e non sono un'esclusiva delle spiagge di Hiroshima: sono comuni nel cosiddetto limite K-T, ovvero nei sedimenti di 65,5 milioni di anni fa, quando l'impatto dell'asteroide che decretò la fine dei dinosauri sciolse la sabbia e la trasformò in vetro.

 

Hiroshima, bomba atomica, Giappone
Microparticelle vetrose rinvenute sulle spiagge di Hiroshima. | Anthropocene, Vol. 25

 

La bomba. I campioni di Wannier mostrano però alcune stranezze che li distinguono dalle particelle tipiche del limite K-T: alcuni granelli sono composti da diverse combinazioni di vetro, silicio e materiali artificiali, come acciaio inossidabile, gomma e calcestruzzo. Dopo un'accurata ricerca dell'Università di Berkeley è emerso che questa strana sabbia costituisce il 2,5% circa delle spiagge di Hiroshima, per un totale di oltre 2.000 tonnellate: le analisi hanno escluso che sia radioattiva, ma l'unica provenienza plausibile per questo materiale è il fallout della bomba nucleare.

 

Hiroshima, bomba atomica, Giappone
Microparticelle vetrose rinvenute sulle spiagge di Motoujima. | Anthropocene, Vol. 25

 

«È il peggior evento mai causato dall'uomo», ha commentato Wainner. «Trovando queste particelle ho pensato: c'è una città e un minuto dopo non c'è più niente... Dov'è la città? Dov'è il materiale che la componeva?». Ora sappiamo che Hiroshima, diventata polvere, ha raggiunto la stratosfera e che una parte è poi ritornata lì dove i superstiti l'hanno ricostruita.

21 Maggio 2019 | Davide Lizzani