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Si mangia di più... lo dice anche l'Ultima cena

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L'analisi della dimensione dei pani e dei piatti nei quadri testimonia il progressivo aumento della disponibilità e abbondanza del cibo.

 


Fabrizia Sacchetti, 25 marzo 2010

 

Ci nutriamo troppo e quindi male. Siamo tutti a rischio obesità. E sarà sempre peggio. Ma l'epidemia di obesità ha origini anchtiche: questa brutta abitudine che mina la nostra salute è iniziata ben mille anni fa. Lo conferma anche uno studio pubblicato sul The International Journal of Obesity fatto dal team di ricercatori di Brian Wansink, professore di Marketing e Economia Applicata alla Cornell University, Usa.

La grande abbuffata
L’idea di Wansink è stata questa: analizzare 52 famosi dipinti raffiguranti l’Ultima Cena (da Leonardo da Vinci a Pietro Lorenzetti, da Domenico Ghirlandaio a El Greco) e controllare la quantità dei cibi in tavola. Risultato? Le porzioni del pasto (e anche le dimensioni dei piatti) raffigurate davanti a Gesù e ai suoi discepoli, sono diventate, nel corso dei secoli, maxi-porzioni, precisamente con un aumento di due terzi.
«Gli ultimi mille anni - ha dichiarato ha dichiarato Brian Wansink - sono stati testimoni di un drammatico aumento nella produzione, disponibilità, sicurezza e accessibilità economica dei cibi e dato che l’arte imita la vita questi cambiamenti si sono riflessi nei dipinti della cena più famosa della storia».

Storia dell'arte... e dell'alimentazione
Precisamente, i ricercatori hanno analizzato 52 opere dal 1000 d.C. al ‘700. E misurando le dimensioni di piatti e pezzi di pane rispetto alle dimensioni medie della testa dei discepoli, hanno rilevato che le dimensioni delle pietanze sono aumentate del 69%. In particolare c’è stato un aumento del 66% della grandezza dei piatti e del 23% per le dimensioni del pane.

 

25 marzo 2010