Storia

Scoperto in Scozia il calendario più antico del mondo

Un sistema di buche risalente al Mesolitico serviva a tenere il computo delle fasi lunari. È il più antico rinvenuto in Europa e nel Vicino Oriente.

Il più antico calendario lunare del mondo, scavato nel suolo quasi 10 mila anni fa, sarebbe stato rinvenuto a Warren Field, un terreno presso il castello di Crathes nell'Aberdeenshire, in Scozia.

Il sito archeologico, portato alla luce nel 2004 dal National Trust for Scotland, è stato oggetto di recenti e approfonditi studi da parte di ricercatori dell'Università di Birmingham, secondo i quali questo sistema per scandire il tempo sarebbe più antico di 5 mila anni rispetto a un analogo reperto trovato in Mesopotamia.

Il calendario consiste in una serie di 12 buche ricavate nel terreno, distribuite ad arco su un tratto lungo circa 50 metri: i fossati, di diverse forme e dimensioni (fino a 2 metri di diametro) e scavati a diverse profondità, dovevano imitare la forma della Luna nelle varie fasi, e potevano all'occorrenza ospitare all'interno pali di legno.
Segnando di volta in volta la posizione della Luna, si teneva il conto del momento del mese in cui ci si trovava e lo scorrere dei mesi lunari lungo l'anno.

Poiché ogni anno solare comprende 12,37 mesi lunari, è verosimile che ogni buca rappresentasse un mese specifico e che l'intero arco simboleggiasse l'anno. Ma i mesi lunari sono più brevi di 11 giorni rispetto a quelli solari: per riallinearsi al moto della Terra e al ciclo delle stagioni, il calendario necessitava di una sorta di correzione, un evento astronomico significativo che scandisse il tempo regolarmente e segnasse la fine dell'anno in corso.

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Per questo motivo, le popolazioni che idearono questo strumento allinearono il calendario anche al solstizio d'inverno, che doveva servire da Capodanno, da giorno zero dal quale far ripartire il computo dei mesi.

Da quando l'anno comincia il primo Gennaio?

In vantaggio sui tempi
«Il sito suggerisce che le società di cacciatori-raccoglitori della Scozia avessero la necessità e le conoscenze per tenere conto del tempo durante gli anni e per correggere la deviazione stagionale dell'anno lunare» ha dichiarato Vince Gaffney, archeologo dell'Università di Birmingham che ha guidato lo studio. «Questo avveniva già 5 mila anni prima dei primi calendari formali conosciuti nel Vicino Oriente».

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17 luglio 2013 Elisabetta Intini
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