Che cos'era il sabato fascista?

Si chiamava così un insieme di attività culturali e sportive che, durante il Ventennio, venivano impartite (obbligatoriamente!) a grandi e piccoli nel pomeriggio del sabato. 

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Era l’insieme di attività culturali e sportive che, durante il fascismo in Italia, venivano obbligatoriamente svolte nel pomeriggio del sabato, giorno in cui la giornata lavorativa e scolastica finiva alle 13:00. I passatempo del sabato erano organizzati dall’Opera Nazionale Balilla e da quella del Dopolavoro, che tenevano lezioni di dottrina fascista, esercizi ginnici e una serie di esercitazioni militari e paramilitari.

Per grandi e piccoli. Le attività erano destinate a tutti, grandi, ragazzi (e ragazze) e bambini (i “figli della lupa”). Considerato indispensabile per la fascistizzazione della popolazione, il sabato fascista fu regolamentato nel 1935 da un Regio decreto. E l’anno seguente venne affiancato dal “sabato teatrale”, con cui il regime voleva avvicinare i lavoratori, in particolare operai e contadini, al mondo del teatro, offrendo spettacoli a prezzi agevolati.

 

04 Agosto 2018 | Focus.it