Storia

Riccardo III, il DNA conferma che è suo lo scheletro ritrovato in un posteggio

Le analisi genetiche delle ossa pongono fine a un caso di persona scomparsa durato mezzo millennio. Ma sollevano dubbi sulla tenuta coniugale dei suoi avi, che potrebbero aver messo sul trono figli illegittimi. Insomma: la famiglia reale è infedele da secoli.

Le analisi del DNA non lasciano dubbi: lo scheletro rinvenuto nel 2012 sotto all’area sosta del Consiglio Municipale di Leicester, tra i resti del convento francescano di Greyfriars, appartiene inequivocabilmente a Riccardo III Plantageneto, Re d'Inghilterra, morto in battaglia a 32 anni nel 1485.

Ma gli studi genetici hanno rivelato anche un altro dettaglio interessante: una o più possibili interruzioni nella linea di trasmissione genetica paterna, che potrebbero mettere in dubbio la legittimità a governare di molti famosi sovrani britannici del passato. E dimostrerebbero che tradimenti cogniugali e corna varie erano diffuse già al tempo nella famiglia reale inglese.

Una brutta fine. La conferma definitiva dell'attribuzione delle ossa a Riccardo III - protagonista dell'omonimo dramma di Shakespeare - mette fine a un giallo durato oltre 500 anni. Dopo solo due anni di regno, il poco amato sovrano morì per le ferite da taglio riportate nella piana di Bosworth, nell'ultima fase della Guerra delle Due Rose contro le truppe di Enrico Tudor. Il suo corpo sepolto in un antico convento fu dimenticato quando il luogo di culto fu raso al suolo, e ritrovato due anni fa sotto a un'area parcheggio.

Nessun dubbio. La comparazione del DNA mitocondriale (quello trasmesso sulla linea materna) del re con quello di due discendenti in vita della sua sorella più vecchia, Anne di York, conferma che ci sono il 99,999% di probabilità che le ossa appartengano proprio al defunto sovrano. Il margine di errore è di 6,7 milioni a uno.

Segreti scabrosi. Ma è stata la comparazione del cromosoma Y del re, ereditato dalla linea paterna, a svelare altri scheletri - quelli nascosti nell'armadio - della famiglia reale di Riccardo III. Riccardo III morì senza eredi, così gli scienziati dell'Università di Leicester, che hanno condotto le analisi, sono dovuti risalire a un suo antenato che avesse ereditato per via paterna lo stesso cromosoma e che avesse eredi ancora in vita. L'hanno individuato in John of Gaunt (Giovanni di Gand), un prozio di Riccardo morto nel 1399.

Re solo di nome. Teoricamente tutti e cinque i discendenti in vita di John dovrebbero condividere con lo scheletro il cromosoma Y, trasmesso dal loro più recente antenato regale, il Duca di Beaufort, morto nel 1803. Ma nessuno dei soggetti analizzati ha lo stesso cromosoma, e solo quattro sono realmente discendenti del duca. Ciò implicherebbe che tra Edoardo III (1312- 1377), trisavolo di Riccardo III, e i suoi successori, ci furono uno o più casi di falsa paternità (in cui si disse che l'erede al trono era figlio del re senza che lo fosse).

Regalità a rischio. Dalle analisi genetiche è al momento impossibile capire quando avvenne questa interruzione di sangue reale. Ma se effettivamente ci fosse stata, potrebbe voler dire che famosi Plantageneti come Enrico V (ma anche lo stesso Riccardo III), o sovrani Tudor come Elisabetta I ed Enrico VIII, potrebbero non aver avuto geneticamente le carte in regola per salire al trono (l'attuale Regina Elisabetta II discenderebbe invece da una diversa linea familiare).

Profilo regale. Le analisi genetiche chiariscono infine quale deve essere stato l'aspetto del sovrano in vita: pare che avesse occhi azzurri e capelli biondi che si scurirono col tempo.

Un identikit che combacia con l'aspetto di un ritratto del re esposto alla Society of Antiquities di Londra (qui a lato).

Non sono emerse informazioni genetiche rilevanti, invece, sulla salute del sovrano, che - come è emerso dall'analisi dello scheletro - doveva soffrire di una forte scoliosi.

3 dicembre 2014 Elisabetta Intini
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