Perché il mercoledì delle ceneri non "vale" a Milano? Che cos'è la quaresima?

Perché la quaresima inizia con il mercoledì delle ceneri ovunque tranne che a Milano? Quali sono le sue origini? Che cosa bisogna fare in questi 40 giorni? A proposito, perché sono 40?

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Il piattino con le ceneri del mercoledì che precede la prima domenica di Quaresima. Le ceneri simboleggiano la caducità della vita terrena. | REUTERS

Per i cristiani oggi è il mercoledì delle ceneri, il giorno che apre il periodo liturgico di conversione e penitenza rituale che precede la Pasqua. Questo in Italia vale ovunque tranne che a Milano, dove la quaresima inizia invece la domenica successiva. Come mai?

 

A Milano e non. Nel capoluogo lombardo, infatti, vige il rito Ambrosiano che, seguendo un'antica tradizione, conta i 40 giorni della quaresima partendo dal giovedì santo: andando a ritroso si ottiene che il giorno designato come inizio della quaresima cade proprio la sesta domenica prima di Pasqua.

 

Nel resto d'Italia invece vige il rito Romano, successivo all'Ambrosiano che non si è mai uniformato: in questo caso la fine della quaresima coincide con la Pasqua e i "famosi" quaranta giorni da contare a ritroso, per risalire all'inizio della quaresima, non tengono conto delle domeniche. Il risultato? Il giorno di inizio della quaresima in questo caso cade il mercoledì che precede la sesta domenica prima di Pasqua.

 


Il rito della cenere. In questo giorno si compie il rito dell'imposizione delle ceneri: i sacerdoti impongono sulla fronte o sul capo dei fedeli un po’ di cenere, a simboleggiare la polvere che diventeremo, e anche come esortazione alla conversione. La formula che si recita è infatti: «Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai» oppure «Convertiti e credi al Vangelo». A essere bruciate e ridotte in cenere sono le palme e i rami d’olivo benedetti in occasione della domenica delle Palme dell’anno precedente.

 

In questo periodo i cristiani sono invitati a vivere la loro fede in modo più forte attraverso le liturgie penitenziali, i pellegrinaggi in segno di penitenza, le privazioni volontarie come il digiuno e l'elemosina, la condivisione fraterna (opere caritative e missionarie).

 

Concretamente i precetti da vivere in questi 40 giorni si sono limitati notevolmente negli anni. Oggi è prevista soltanto l'astensione dalle carni durante i venerdì di Quaresima (per ricordare la morte di Gesù) e il digiuno in due giorni particolari: il mercoledì delle ceneri e il Venerdì santo.

 

Il digiuno consiste nel mangiare soltanto un pasto completo (senza carne), limitandosi a uno "spuntino" per gli altri due pasti.

 

Digiuno e niente carni. L’astinenza, in particolare dalla carne, risale all’Antico Testamento e per alcune circostanze allo stesso mondo pagano, anche se ha avuto ampio sviluppo nel monachesimo cristiano. Una severa alimentazione e il controllo della gola combatteva le tentazioni e la concupiscenza della carne, favorendo l’ascesi e il dominio dello spirito sul corpo.

 

Se da un punto di vista scientifico il digiuno quaresimale può essere un toccasana per il corpo, da un punto di vista spirituale ha poco senso se non viene accompagnato dalla preghiera a Dio e dall’elemosina: i tre elementi insieme connotano la pratica penitenziale della Chiesa Cattolica.

 

Nel medioevo l'astensione dalla carne era accompagnata anche dall'astensione dalle carni: in quaresima era proibito avere rapporti sessuali (ovviamente all'interno del matrimonio). Il Decreto del canonista tedesco Burcardo di Worms, nell’XI secolo ammoniva:

 

Con la tua sposa o con un’altra ti sei accoppiato da dietro, come fanno i cani? Devi fare penitenza per 10 giorni a pane e acqua.
Ti sei unito a tua moglie mentre aveva le mestruazioni? Farai penitenza per altri 10 giorni con pane e acqua. [...]
Hai peccato con lei in giorno di Quaresima? Devi fare penitenza 40 giorni con pane e acqua o dare 26 soldi di elemosina; ma se ti è capitato quando eri ubriaco, faraipenitenza per solo 20 giorni"

 

Perché la Quaresima dura 40 giorni? Perché ricorda i 40 giorni che Gesù trascorse nel deserto, episodio narrato dagli evangelisti. Calendario alla mano, però, la Quaresima dura 44 giorni, perché le domeniche (che sono 4 in questo periodo) non contano come Quaresima: il periodo di penitenza "si interrompe" nelle domeniche che ricordano il giorno della resurrezione di Gesù.

 

Questa differenza di 4 giorni non c'è nel rito ambriosiano - quello in vigore a Milano e Lombardia, per intenderci - dove infatti non c'è il mercoledì delle ceneri, il carnevale dura fino al sabato, la quaresima inizia di domenica e queste ultime sono a tutti gli effetti giorni di penitenza.

 

Il digiuno è importante per tutte le religioni monoteiste: i musulmani celebrano il mese di Ramadan e gli ebrei il Kippur.

 

6 marzo 2019