Quando i migranti eravamo noi: le foto degli europei che migravano in America

Primi del Novecento, a Ellis Island, un isolotto nella baia di New York, sbarcano migliaia di europei che, prima di venire accolti, venivano schedati, controllati e curati. Ecco le foto, ricolorate, dei migranti europei di un secolo fa.

12779145_948934305161001_5439613125364178305_ouploads2f20162f92f302fellisisland_16uploads2f20162f92f302fellisisland_15uploads2f20162f92f302fellisisland_13uploads2f20162f92f302fellisisland_12uploads2f20162f92f302fellisisland_11uploads2f20162f92f302fellisisland_10uploads2f20162f92f302fellisisland_9uploads2f20162f92f302fellisisland_8uploads2f20162f92f302fellisisland_7uploads2f20162f92f302fellisisland_6uploads2f20162f92f302fellisisland_5uploads2f20162f92f302fellisisland_4uploads2f20162f92f302fellisisland_3uploads2f20162f92f302fellisisland_1uploads2f20162f92f302fellisisland_2uploads2f20162f92f302fellisisland_14Approfondimenti
12779145_948934305161001_5439613125364178305_o

Tra il 1892 e il 1954 (anno della sua chiusura), furono circa 20 milioni gli uomini, le donne e i bambini che fecero tappa nell’immigration point di Ellis Island, un piccolo isolotto poco distante da Manhattan, dove tutti gli immigrati venivano controllati e accettati.
Prima, però, i migranti, spesso vestiti con i loro abiti migliori, venivano fotografati e schedati. Tra il 1906 e il 1914 Augustus Francis Sherman, fotografo amatoriale nonché impiegato capo al registro di Ellis Island, fece numerose fotografie a scopo personale.
Ora queste immagine sono state colorate da Dynamichrome, un sito specializzato nel colorare digitalmente antiche foto in bianco e nero. Dynamichrome ha utilizzato vari documenti storici per ricostruire i veri colori di abiti e divise. Eccone una selezione.

uploads2f20162f92f302fellisisland_16

Donna lappone, 1910 ca.
Le foto fanno parte del libro The Paper Time Machine, il cui finanziamento è ancora in corso tramite crowdsourcing.

uploads2f20162f92f302fellisisland_15

Donna dell'Alsazia-Lorena, 1906
I migranti che arrivavano da ogni parte d’Europa sono passati quasi tutti da Ellis Island, la piccola isola alla foce dell’Hudson, prima di essere autorizzati a stabilirsi nella nuova Terra Promessa: l’America.

uploads2f20162f92f302fellisisland_13

Cosacco, 1906-1914 ca.
Gli immigrati che arrivavano al porto dovevano:
- esibire il documento di viaggio della nave che li aveva portati a New York,
- superare i controlli dei medici del servizio immigrazione,
- registrarsi alla sala Registri.
Solo successivamente potevano essere accompagnati al traghetto per Manhattan.

uploads2f20162f92f302fellisisland_12

Pastore rumeno, 1906 National
Gli aspiranti cittadini americani venivano visitati dai medici del Servizio immigrazione, che marcavano con un segno di gesso sulla schiena tutti coloro che dovevano essere ulteriormente esaminati. Una X stava per problemi mentali, PG per donna incinta e così via. Secondo il vademecum di questi medici, vecchi, deformi, ciechi, sordomuti, oltre a chi soffriva di malattie mentali, contagiose e altre infermità, dovevano essere rimpatriati con la stessa nave sulla quale erano giunti. Gli altri, invece, venivano registrati dagli ispettori (che annotavano i dati civili, economici e politici) e accompagnati al traghetto per Manhattan.

uploads2f20162f92f302fellisisland_11

Donna italiana, 1910 ca.
Almeno 10 milioni di americani oggi possono rintracciare le loro origini nei registri dell’isola.

uploads2f20162f92f302fellisisland_10

Ragazzo indù, 1911
Oggi di questa immensa umanità errante esiste una testimonianza in formato digitale: 25 milioni di schede accessibili, in modo gratuito, da qualsiasi internauta voglia provare l’emozione di ricostruire la storia di uno zio d’America sbarcato tra il 1892 e il 1924 nel Nuovo Mondo. Sul sito di Ellis Island basta immettere nome e cognome, e l’immenso database fornisce informazioni su luogo di provenienza, età, anno di arrivo, nome della nave e porto di partenza dell’emigrante. Registrandosi, è anche possibile acquistare copie rilegate dei documenti di viaggio e le foto delle navi.

uploads2f20162f92f302fellisisland_9

Donna della Guadalupa, 1911

uploads2f20162f92f302fellisisland_8

Uomo bavarese, 1910 ca.

uploads2f20162f92f302fellisisland_7

Soldato albanese, 1910

uploads2f20162f92f302fellisisland_6

Il reverendo Joseph Vasilon, prete ortodosso greco, 1910 ca.

uploads2f20162f92f302fellisisland_5

Donna olandese, 1910

uploads2f20162f92f302fellisisland_4

Uomo danese, 1909

uploads2f20162f92f302fellisisland_3

Musicista rumeno, 1910 ca.

uploads2f20162f92f302fellisisland_1

Donna norvegese, 1906-1914 ca.

uploads2f20162f92f302fellisisland_2

Uomo algerino, 1910 ca.

uploads2f20162f92f302fellisisland_14

Donna slava, 1906

Tra il 1892 e il 1954 (anno della sua chiusura), furono circa 20 milioni gli uomini, le donne e i bambini che fecero tappa nell’immigration point di Ellis Island, un piccolo isolotto poco distante da Manhattan, dove tutti gli immigrati venivano controllati e accettati.
Prima, però, i migranti, spesso vestiti con i loro abiti migliori, venivano fotografati e schedati. Tra il 1906 e il 1914 Augustus Francis Sherman, fotografo amatoriale nonché impiegato capo al registro di Ellis Island, fece numerose fotografie a scopo personale.
Ora queste immagine sono state colorate da Dynamichrome, un sito specializzato nel colorare digitalmente antiche foto in bianco e nero. Dynamichrome ha utilizzato vari documenti storici per ricostruire i veri colori di abiti e divise. Eccone una selezione.