Quando è stato introdotto in Italia l’esame per la patente di guida?

Il primo documento che consente la libera circolazione in strada con un'autovettura risale al 1901.

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Il primo cenno di un documento ufficiale che consente di circolare su strada con un autoveicolo (dunque un... antenato della patente B!) si trova in un antico regolamento della circolazione “degli automobili” (allora la parola era di genere maschile, diventò femminile successivamente grazie al poeta Gabriele d'Annunzio). Nel regolamento, risalente a un regio decreto del 10 gennaio 1901,  si precisava che chi volesse circolare su strada con un autoveicolo doveva presentare domanda al prefetto della provincia di residenza, avere la maggiore età e sostenere una prova pratica in presenza dell’ingegnere capo o di un suo sostituto.

Chi la rilasciava. In particolare, il regolamento nazionale, composto da 51 articoli, prescriveva che chi intendesse "condurre un automobile deve essere munito di apposita licenza rilasciata dalla Prefettura dopo una prova, sotto controllo del Genio Civile". In cosa consisteva l'esame? In "corse di esperimento e in manovre degli apparecchi"Era proprio il Genio Civile, dopo il superamento dell'esame da parte del candidato, a provvedere al rilascio della "patente" (che non si chiamava ancora così).

 

In realtà il rilascio di una sorta di patente di guida ante-litteram era già previsto nel "Regolamento per la Circolazione delle Vetture Automobili" del Comune di Milano, nel 1898: più precisamente si trattava di una concessione rilasciata da una commissione del Comune, dopo aver verificato le capacità psicofisiche del richiedente e quelle tecniche dell'autovettura.

 

 

 

 

23 Maggio 2019