Qual era la sensibilità delle prime pellicole fotografiche?

Qualche anno dopo la presentazione ufficiale del dagherrotipo (il primo tipo di fotografia, che usava fogli di rame argentato), nel 1847 furono inventate le prime lastre fotografiche...

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Qualche anno dopo la presentazione ufficiale del dagherrotipo (il primo tipo di fotografia, che usava fogli di rame argentato), nel 1847 furono inventate le prime lastre fotografiche all’albumina. Mentre il dagherrotipo era un esemplare unico, queste erano negativi riproducibili, come le pellicole moderne. Le albumine, se paragonate con le pellicole attuali, avevano però bassissima sensibilità: per fotografare un soggetto ben illuminato, era necessaria un’esposizione di tre ore. Dopo la metà del 1800 comparvero altre emulsioni, tra le quali le lastre al collodio: permettevano di ridurre l’esposizione a soli dieci secondi. Sulla scala delle sensibilità delle pellicole oggi in uso, si tratterebbe di 1,5 Asa. Una foto con una delle pellicole oggi più comuni (100 Asa), in una giornata di sole (con diaframma 16) richiede un’esposizione di 1/125 di secondo. Con una pellicola al collodio servirebbe invece 1/2 secondo.

28 Giugno 2002