Storia

Habakkuk: la portaerei di ghiaccio

Storia del progetto amato da Churchill, e mai andato in porto, per una stazione di rifornimento in pieno Atlantico: una portaerei-iceberg per proteggere i convogli dagli U-boot dei nazisti.

Si racconta che quando Winston Churchill ha appreso il segreto che - secondo i suoi piani - gli avrebbe fatto vincere la guerra, stava facendo un bagno nella vasca di casa. Era un giorno sul finire del 1942 quando Lord Mountbatten, ammiraglio comandante delle operazioni speciali combinate britanniche e fidato consigliere del Primo Ministro in fatto di tattiche belliche non convenzionali, fece irruzione in bagno e lasciò cadere un cubo di ghiaccio nell'acqua della vasca.

Non era però ghiaccio normale, ma pykrete, un mix di ghiaccio e segatura di legno che impediva al miscuglio di sciogliersi, rendendolo resistente come cemento. Churchill rimase stupito a osservare per alcuni minuti il ghiaccio che, pur nell'acqua calda, non fondeva...

una fascia scoperta. La situazione per la Gran Bretagna era seria: i sottomarini tedeschi avevano preso di mira le navi di approvvigionamento alleate dirette dal Canada al Regno Unito, e per quanto la RAF (Royal Air Force) fosse impegnata nella protezione aerea delle navi, rimaneva una striscia di mare indifendibile nel medio atlantico, il cosiddetto Varco Atlantico.

La fetta di oceano ampia 480 km era fuori portata per gli aerei con base a terra: l'unica soluzione sarebbe stata riempirla di portaerei, isole galleggianti a fare da hangar, stazioni di rifornimento...

ghiaccio indistruttibile. Tuttavia l'acciaio in tempi di guerra scarseggiava e un progetto del genere non era realizzabile. A meno che... Il ghiaccio galleggia, lo si può riparare facilmente - basta aggiungere acqua - ed è senz'altro meno raro dell'acciaio.

L'idea non era del tutto nuova, ma l'inventore britannico Geoffrey Pyke, al quale erano state commissionate le ricerche, si accorse che facendo raffreddare un miscuglio di acqua e segatura si otteneva un materiale estremamente resistente, inaffondabile e difficile da ribaltare - come spesso invece accade agli iceberg.

obiettivi faraonici. L'operazione denominata Habakkuk (in onore di un versetto di un profeta biblico, che esorta allo stupore) prevedeva la costruzione di una portaerei di 2 milioni di tonnellate, lunga 600 metri e larga 100, mossa da 26 motori, dotata di torrette di sorveglianza e decine di piste di atterraggio.

Schema del progetto della portaerei Habakkuk. © Wikimedia Commons

Il prototipo. L'ambizioso progetto trovò l'appoggio degli Alleati e nell'estate del 1943 i cantieri per la costruzione di un prototipo aprirono ad Alberta, in Canada. L'acqua del lago Louise fu raffreddata fino a formare enormi blocchi di ghiaccio, e gli alberi locali fornirono la polpa di legno. Alla fine, se ne ricavò una piattaforma lunga 18 metri e pesante quanto cinque balene (non esattamente come nei piani iniziali...).

Una breve utopia. Sorsero ben presto altri problemi: il ghiaccio si scioglieva e deformava, la manodopera per un'impresa così faraonica aveva costi che nessuno poteva sostenere, e in più anche il legno cominciava a scarseggiare, mettendo in crisi anche l'industria della carta.

Si arrivò naturalmente a un'altra soluzione. Verso la fine del 1943 gli Alleati costruirono nuove portaerei e l'autonomia dei caccia inglesi fu migliorata con l'adozione di serbatoi più grandi. Il Varco Atlantico si era chiuso e nessuno ebbe più voglia di investire in pykrete.

13 luglio 2017 Elisabetta Intini
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