Storia

Le prime parole dei Papiri di Ercolano svelate da tre studenti grazie all’IA

Cosa dava piacere ai Romani? La musica, il sapore dei capperi e il colore viola. Lo rivela uno dei Papiri di Ercolano, decifrato da tre studenti grazie all'IA.

Tre studenti universitari, con l'aiuto dell'intelligenza artificiale e della scansione a raggi X, hanno vinto 700.000 dollari messi in palio dalla Vesuvius Challenge 2023, di cui vi avevamo parlato qui, per essere riusciti a decifrare 2mila lettere greche tratte da un papiro carbonizzato ritrovato a Ercolano, bruciato durante l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

Un valore inestimabile. Durante gli scavi di Pompei ed Ercolano del XVIII secolo vennero recuperati più di mille rotoli di papiri da una lussuosa dimora, ritenuta di proprietà del suocero di Giulio Cesare. L'inchiostro nero dei papiri carbonizzati dall'eruzione, però, risultava illeggibile e i reperti si sgretolavano ogni volta che i ricercatori cercavano di aprirli per decifrarli: un tesoro dal valore incommensurabile destinato a restare un mistero. Almeno finché, nel 2023, l'informatico Brent Seales, grazie al sostegno finanziario degli imprenditori della Sylicon Valley Nat Friedman e Daniel Gross, ha indetto la Vesuvius Challenge, un concorso che premiava chi fosse riuscito a decifrare il prezioso materiale utilizzando avanzate tecniche informatiche.

La sfida continua. Già diversi anni fa erano state decifrate alcune parole greche nel Papiro usando la tecnica della tomografia a raggi X a contrasto di fase, che aveva permesso di distinguere alcune lettere dell'alfabeto greco sui documenti grazie alla differenza di spessore data dall'inchiostro. Ma l'arma segreta dei tre studenti è stato un algoritmo dell'intelligenza artificiale, addestrata dal dottorando egiziano Youssef Nader, in grado di individuare le differenze nella struttura del papiro all'interno delle immagini ai raggi X.

Missione compiuta. Per srotolare virtualmente e analizzare i papiri accartocciati, gli studenti universitari Youssef Nader, Luke Farritor e Julian Schilliger sono partiti dalle scansioni CT (tomografia computerizzata a raggi X) di un papiro conservato presso l'Institut de France. Dopo la scansione 3D sono passati alla segmentazione (tracciando i livelli del papiro) e infine hanno identificato i punti in cui si trovava l'inchiostro.

Papiri di Ercolano - Institut de France
Il testo del papiro scansionato e conservato all'Institut de France. © Vesuvius Challenge

Prime parole. Nell'ottobre 2023 Farritor è stato il primo del team a decifrare una parola intera, ovvero porphyras: il termine usato in greco antico per definire il colore viola. Procedendo in questo modo i tre studenti universitari, lavorando anche venti ore al giorno, hanno decifrato il testo di 15 pannelli (addirittura 11 in più di quelli richiesti per vincere il premio), ma ci sono ancora centinaia di rotoli in attesa di essere letti. Finora, infatti, è stato decrittato solo il 5% di un papiro dei quattro scansionati, tutto materiale prezioso per fare luce su molti aspetti ancora sconosciuti della vita quotidiana nell'antica Roma.

Il piacere della filosofia. Ma veniamo ai contenuti: una volta decifrate le lettere, in che tipo di testo si sono imbattuti i tre studenti universitari? «Innanzitutto, dall'unica biblioteca che possediamo dell'epoca dell'antica Roma», precisa Fowler, «è emerso un testo di carattere filosofico, il cui autore è probabilmente Filodemo, che nel 75 si trovava ospite nella Villa dei Papiri».

Nello scritto, il filosofo epicureo s'interroga sul concetto di piacere: da dove nasce e che ruolo ha nella nostra vita? Dissertando di musica, di cibo (in particolare soffermandosi sull'intenso sapore dei capperi) l'autore si chiede se il piacere derivi dalla combinazione di un insieme di tanti elementi, dal predominare di uno di questi o dalla privazione.

Sviluppi futuri. «Questa tecnologia informatica potrebbe rappresentare una rivoluzione negli studi sull'antichità», sostiene la ricercatrice Federica Nicolardi dell'Università Federico II di Napoli, «non solo per questi scavi, ma anche per decifrare aspetti di vita quotidiana contenuti per esempio nei papiri ritrovati nelle tombe dell'antico Egitto, o per lo studio della filosofia greca in generale».

Avanti il prossimo. «Nel 2024, il nostro obiettivo è passare dalla lettura di pochi passaggi di testo a interi rotoli», spiega Nat Friedman. Annunciando così un nuovo premio da 100mila dollari per il prossimo gruppo che riuscirà a decifrare il 90% dei quattro rotoli finora scansionati.

8 febbraio 2024 Paola Panigas
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