Storia

Portate indietro le lancette dello splendore Maya

Un archeologo italo-guatemalteco ritrova una città perduta del periodo pre-classico Maya

Portate indietro le lancette dello splendore Maya
Un archeologo italo-guatemalteco ritrova una città perduta del periodo pre-classico Maya

Francisco Estarda-Belli, l'archeologo italo-guatemalteco mentre esplora uno scavo presso il sito archeologico della città maya di Cival.
Francisco Estarda-Belli, l'archeologo italo-guatemalteco mentre esplora uno scavo presso il sito archeologico della città maya di Cival.

A volte trovarsi al posto nel momento giusto non è solo questione di pura casualità. Deve avere pensato questo Francisco Estarda-Belli, l'archeologo italo-guatemalteco, che si è imbattuto in una straordinaria scoperta archeologica mentre attraversava un tunnel abbandonato dai saccheggiatori di reperti nel sito dell'antica città maya di Cival. Il lavoro di un anno, insieme agli archeologi di una spedizione americana finanziata dal National Geographic e da lui diretta, è stato dunque premiato con il rinvenimento di due grandi maschere che riproducono il volto di una divinità. Le sculture di cinque metri per tre hanno un'iconografia piuttosto complessa: la faccia ha sembianze umane, ma due pinnacoli all'altezza delle sopraciglia fanno pensare che si tratti dell'effigie del dio del Sole.
L'antica città perduta. Particolarmente interessante è stata la datazione che colloca questa scoperta tra il 200 e il 150 a.C, almeno un millennio prima dell'apice della civiltà Maya: questo finisce per riabilitare il periodo pre-classico (2000 a.C. - 250 d.C.), prima considerato primitivo e poco rilevante rispetto allo splendore successivo.
Il lavoro di Estarda-Belli ha consentito di riportare alla luce edifici piramidali, immagini di sovrani e preziosi oggetti di giada in ricettacoli per offerte votive, che fanno immaginare una civiltà strutturata e una città vivace, abitata da almeno 10.000 persone, come svelato da rilevamenti satellitari. “L'ampiezza di Cival mostra che il periodo pre-classico ha coinciso con una civiltà molto sviluppata, non dominata da un unico centro ma da una rete di città. Questo rivoluziona la nostra idea di questa fase storica”, spiega l'archeologo.

(Notizia aggiornata al 6 maggio 2004)

6 maggio 2004
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