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Pompei, l'interno di una casa ricostruito in 3D

Grazie alle più moderne tecnologie di scansione possiamo oggi possiamo ammirare una villa della nobiltà pompeiana, così come doveva apparire poco prima della fatale eruzione del Vesuvio.

Combinando i tradizionali rilievi archeologici con avanzate tecniche di scansione e visualizzazioni 3D, i ricercatori dell'Università di Lund (Svezia) sono riusciti a ricostruire con grande accuratezza l'interno di una casa di Pompei, così come doveva apparire poco prima dell'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

 

Il lavoro iniziato dall'Istituto svedese di Roma nel 2000 e poi passato al Dipartimento di Archeologia e Storia Antica di Lund, parte da una campagna di scansioni realizzae nel sito di Pompei tra il 2011 e il 2012, poi utilizzate per realizzare animazioni 3D di alcune parti della città distrutta.

 

Accomodatevi. Nel video qui sotto, esploriamo la casa di un ricco pompeiano di nome Caecilius Iucundus, appartenente al secondo grado più alto della classe sociale della città. Si notano una sala centrale ben illuminata, con una vasca di raccolta dell'acqua piovana e un altare domestico decorato con motivi che ricordano il terremoto che interessò la cittò nel 62 d.C.

 

Si passa poi allo studio del padrone di casa o tabularium, dai fregi sontuosi; fino alla stanza per ricevere gli ospiti, con affreschi alle pareti che in tempi recenti sono stati staccati e trasportati in musei. All'esterno, un giardino con tanto di fontane, per riposarsi nelle ore pomeridiane.

 

Macchina del tempo. Con la stessa tecnica il team ha ricostruito gli interni di 3 grandi ville, una taverna, una lavanderia, una panetteria e diversi giardini, arrivando a capire come era fatto il pavimento, da dove entrava la luce e quale storia costruttiva vantavano gli edifici. In alcuni punti degli scavi sono stati trovati strati completamente intatti. In un negozio sono venute alla luce tre finestre originali in gesso cristallino di provenienza romana, accatastate una sopra l'altra.

 

La conquista dell'acqua. Altre importanti conclusioni riguardano la rete idrica. Se inizialmente i negozianti e i ristoratori dipendevano dalle famiglie più ricche per le risorse d'acqua, più tardi, a ridosso dell'eruzione, le condizioni migliorarono e nella città fu costruito un acquedotto.

 

Qui sotto, un video che illustra in parte il lavoro dei ricercatori.

 

6 ottobre 2016 | Elisabetta Intini