Storia

Dai racconti popolari alle serie tv: perché da sempre l'umanità ha bisogno di storie?

Le narrazioni sono essenziali ad ogni società. Gli studiosi che analizzano la letteratura in una prospettiva evoluzionistica, spiegano perché.

L'Epopea di Gilgameš - uno dei più antichi poemi della Storia - fu inciso su delle tavolette di argilla più di 4.000 anni fa. L'opera ha resistito al trascorrere dei secoli e ancora oggi è letta e studiata. Alcuni studiosi esperti di letteratura ed evoluzionismo hanno provato a capire cosa rende universale un testo letterario. Ma soprattutto perché gli uomini, da millenni, amano raccontare storie.

I dipinti nella grotta di Niaux, in Francia, databili a 17.000 anni fa, mostrano già i tratti dell'ibrido antenato del bisonte europeo. Secondo gli studiosi dentro le grotte si celebravano riti e venivano raccontate storie. © D. VIet/CRT Midi Pyrenees

Un'arte antica. Non sappiamo se prima dell’invenzione della scrittura si inventassero racconti. Le incisioni rupestri fanno pensare però che già 30.000 anni fa fosse pratica diffusa accompagnare con narrazioni le scene dipinte all'interno delle caverne.

Secondo gli evoluzionisti la narrazione sarebbe infatti una forma di gioco cognitivo con cui reinventiamo il mondo, immaginando strategie utili per risolvere diverse situazioni.

A sostegno di questa teoria, le scansioni cerebrali confermano che leggere o ascoltare storie attiva aree della corteccia cerebrale che hanno a che fare con la sfera sociale ed emotiva. Il risultato è che chi legge, essendo abituato a immedesimarsi in storie di finzione, sviluppa anche un'empatia maggiore rispetto agli altri.

La necessità di cooperare per vivere in società sempre più complesse ha reso il tema della collaborazione uno dei temi centrali della letteratura. © Hans Splinter /Flickr

L'unione fa la forza. Come spiega un articolo pubblicato sul sito della BBC, gli psicologi evoluzionisti credono inoltre che le preoccupazioni dei nostri avi vissuti nel Neolitico abbiano condizionato i nostri gusti, anche in fatto di letteratura.

L'umanità si è evoluta vivendo in villaggi sempre più grandi. Per farlo ha dovuto rinunciare al proprio individualismo e collaborare con i propri simili. Le storie, secondo questa teoria, sarebbero quindi ancora oggi lo strumento con cui l'umanità tramanda le proprie norme sociali: non a caso vari studi hanno identificato proprio nella cooperazione uno dei temi centrali delle narrativa popolare in tutto il mondo.

Darwinismo letterario. Nel suo libro L'animale narrante, Brian Boyd docente dell'Università di Auckland ha messo in luce come i temi della cooperazione compaiano anche nell'Odissea di Omero: i Proci, prevaricanti e viziosi, non a caso finiscono per essere puniti da Ulisse.

La questione è giunta fino all'età moderna: lo confermano alcuni dei più noti romanzi inglesi scritti tra il XIX e il XX secolo. Chiedendo a un gruppo di lettori di giudicare i personaggi di oltre 200 romanzi di questo periodo i ricercatori hanno scoperto infatti che il principale difetto degli antagonisti era proprio la tendenza alla prevaricazione.

Nessun romanticismo. Questa teoria spiegherebbe anche come le eroine dei romanzi scelgono i loro partner. Alcune preferiscono gli uomini paterni e rassicuranti che nel lungo periodo danno più garanzie in termini di sicurezza e cura dei figli.

Altre, non disdegnano i maschi affascinanti, seppur infedeli.

Anche questo da un punto di vista evoluzionistico avrebbe una spiegazione. I partner trasmettono il loro patrimonio genetico ai figli. Se sono partner di successo ci sono buona probabilità che diano vita a una "stirpe" di vincenti. Ecco spiegato perché i cattivi della letteratura possono far battere i cuori, nonostante la loro scarsa affidabilità.

E i mostri delle storie horror o fantasy? Gli evoluzionisti si sono espressi anche su di loro: incarnano la paura del contagio e dell'epidemia. Non c'è da stupirsi quindi se molti di loro parlano una lingua diversa rispetto a quella dei protagonisti, hanno la pelle di un altro colore o appartengono a un'altra tribù. Sono infatti un elemento estraneo al clan e in quanto tale, considerato minaccioso.

10 maggio 2018 Giuliana Rotondi
Ora in Edicola
Scopri il mondo Focus. Ogni mese in edicola potrai scegliere la rivista che più di appassiona. Focus il magazine di divulgazione scientifica più letto in Italia, Focus Storia per conoscere la storia in modo nuovo ed avvincente e Focus Domande & Risposte per chi ama l'intrattenimento curioso e intelligente.

Cento anni fa, il 10 giugno 1924, Giacomo Matteotti moriva trucidato per mano di sicari fascisti. In questo numero di Focus Storia ricostruiamo le fasi dell’agguato, la dinamica del delitto e le terribili modalità dell’occultamento del corpo. Ma anche le indagini, i depistaggi, il processo farsa e le conseguenze politiche che portarono l’Italia nel baratro della dittatura.

E ancora: quando, per prevenire gli avvelenamenti, al servizio di principi e papi c’erano gli assaggiatori; la vita spericolata e scandalosa dell’esploratore Sir Richard Burton; tutto sul D-Day, il giorno in cui in Normandia sbarcarono le truppe alleate per liberare l’Europa dal dominio nazista

ABBONATI A 29,90€

Un dossier sulla salute esplora i possibili scenari di un mondo senza sigarette, analizzando i vantaggi per la salute, l'ambiente e l'economia. Un'inchiesta sul ruolo dei genitori nell'educazione dei figli ci porta a riflettere sull'importanza delle figure genitoriali, con un focus sulla storia di Jannik Sinner.

Ampio spazio è dedicato alla scienza e alla tecnologia, con articoli sull'energia nucleare, i reattori nel mondo e un'intervista esclusiva a Roberto Cingolani sulla transizione energetica. Un viaggio nell'archeoastronomia ci svela come l'uomo abbia misurato il tempo attraverso i fenomeni celesti.

Non mancano approfondimenti sulla salute, con una guida completa sulla dengue e focus sulla caduta dei capelli, problema molto diffuso tra gli uomini. La sezione animali ci regala immagini sorprendenti di pinguini, primati e canguri.

ABBONATI A 31,90€
Follow us