Storia

Perché il coprifuoco si chiama così?

Il termine "coprifuoco" è tornato, ahinoi, di attualità durante la pandemia. Perché il divieto di circolare durante le ore notturne si chiama così?

La parola "coprifuoco" è tornata d'attualità, come avrete notato ascoltando tg e navigando nei siti di informazione in tempi di covid: è così che, molto sinteticamente, è stato "etichettato" il provvedimento di contrasto alla pandemia che in certe regioni italiane impone il divieto di uscire tra le 23 e le 5 (salvo determinate eccezioni). Ma cosa c'entra... il fuoco? E perché il "coprire"?

Innanzitutto, il divieto di uscire durante le ore della sera e della notte per motivi di ordine pubblico deriva il proprio nome da un'usanza medioevale.


Senza fumo. Questa prevedeva che, a una determinata ora della sera, il rintocco di una campana o lo squillo di una tromba segnalasse agli abitanti di una città l'obbligo di soffocare il fuoco sotto la cenere (il modo più semplice per spegnere il fuoco senza generare fumo) come precauzione per evitare incendi accidentali. Allo stesso modo, in età moderna, poteva scattare l'ordine di rientrare tutti a casa dopo una certa ora.


E oggi? Così il termine "coprifuoco" è stato utilizzato durante le guerre, per esempio nel caso di rischio di bombardamenti e non necessariamente di notte. E ancora oggi viene impiegato quando per motivi di ordine pubblico, le autorità dispongono che chiunque non abbia un permesso sia tenuto a rimanere nella propria abitazione per non incorrere in sanzioni.


23 ottobre 2020
Ora in Edicola
Scopri il mondo Focus. Ogni mese in edicola potrai scegliere la rivista che più di appassiona. Focus il magazine di divulgazione scientifica più letto in Italia, Focus Storia per conoscere la storia in modo nuovo ed avvincente e Focus Domande & Risposte per chi ama l'intrattenimento curioso e intelligente.

Focus Storia ci porta indietro al 1914, l'anno fatale che segnò l'inizio della Prima Guerra Mondiale. Attraverso un'analisi dettagliata degli eventi, delle alleanze politiche e degli imperi coloniali, la rivista ricostruisce il contesto storico che portò al conflitto.

Scopriremo le previsioni sbagliate, le ambiguità e il gioco mortale delle alleanze che contribuirono a scatenare la guerra. Un focus sulle forze in campo nel 1914 ci mostrerà l'Europa divisa in due blocchi pronti allo scontro, mentre un'analisi delle conseguenze della pace di Versailles ci spiegherà perché non durò a lungo.

Non mancano le storie affascinanti come quella di Agnès Sorel, amante di Carlo VII, e di Moshe Feldenkrais, inventore dell'omonimo metodo terapeutico. Un viaggio nell'arte ci porterà alla scoperta della Street Art e della Pop Art nel nuovo JMuseo di Jesolo, mentre uno sguardo alla scienza ci farà conoscere le scienziate che non hanno avuto i meritati riconoscimenti.

ABBONATI A 29,90€

Focus si immerge nel Mediterraneo con un dossier speciale: un ecosistema minacciato, ma ricco di biodiversità e aree marine protette cruciali. Scopriremo l'importanza della Posidonia oceanica e le minacce alla salute del mare.

La rivista esplora anche scienza e tecnologia, svelando i segreti dei papiri di Ercolano e portandoci dietro le quinte del supercomputer Leonardo. Un viaggio nell'archeoastronomia e un'inchiesta sul ruolo del tatto nella società umana arricchiscono il numero.

Non mancano approfondimenti sulla salute, con un focus sull'Alzheimer e consigli per migliorare il sonno. La tecnologia è protagonista con uno sguardo al futuro dei gasdotti italiani e alle innovazioni nel campo delle infrastrutture. Infine, uno sguardo all'affascinante mondo dell'upupa.

ABBONATI A 31,90€
Follow us