Storia

Quali sono stati i papi dimissionari nella Storia?

Benedetto XVI, che si dimise l'11 febbraio 2013 non fu il primo e unico a lasciare il soglio pontificio volontariamente. Negli annali i papi dimissionari furono più di uno.

Le recenti dichiarazioni di papa Francesco hanno fatto tornare d'attualità le considerazioni sul suo stato di salute e sulla possibilità (da lui decisamente escluse) di dimissioni. Tema che ci riporta ai giorni in cui il pontefice precedente, Benedetto XVI, diede le dimissioni poiché ormai troppo anziano "per esercitare in modo adeguato il ministero petrino". Avvenne l'11 febbraio 2013 – giorno della ricorrenza dei Patti Lateranensi stipulati fra Italia e Santa Sede nel 1929 – quando il papa rinunciò al trono (il papa è, lo ricordiamo, anche un sovrano)

Ripeschiamo dagli archivi di Focus Storia l'articolo di Matteo Liberti "Il gran rifiuto" che riassume gli altri (rarissimi) casi di pontefici "dimissionari" nel corso dei secoli.

Papa Clemente I, il primo a dare le dimissioni

Papa Clemente I fu il quarto pontefice della Storia, e della sua biografia si sa poco o nulla. Molti storici tendono a indicarlo come il primo "papa dimissionario". Rinunciò infatti dopo essere stato arrestato e condannato all'esilio (in Crimea) per volere dell'imperatore Nerva. Per non lasciare i cristiani senza guida, il vescovo di Roma scelse, suo malgrado, di farsi da parte e permettere così l'avvento di un successore. Stando alla tradizione, Clemente I morì martire, gettato vivo nel Mar Nero, con un'ancora legata al collo.

DOPO DI LUI. Successore di Clemente fu Evaristo I. Peraltro, c'è chi afferma che questi avrebbe in realtà preso il posto del vecchio papa solo dopo la sua morte, sopraggiunta attorno al 100 in seguito al martirio avallato dal nuovo imperatore, Traiano.

Papa Ponziano che finì ai lavori forzati

Papa Ponziano, diciottesimo papa, dovette rinunciare al suo incarico poiché inviato in esilio in Sardegna dall'imperatore Massimino Trace. Prima di abbandonare Roma, rinunciò formalmente al ruolo di vescovo dell'Urbe. Una volta sbarcato in Sardegna, venne di fatto costretto ai lavori forzati. O meglio, come si diceva all'epoca, condannato ad metalla. E sarà proprio a causa del brutale trattamento subìto nelle miniere sarde che Ponziano troverà la morte, poche settimane dopo l'abdicazione.

DOPO DI LUI. Prima di lasciare Roma Ponziano invitò la comunità dei fedeli a eleggere il suo successore, indicato nella persona di Antero.

Papa Silverio, costretto a rinunciare

Cinquantottesimo vescovo di Roma, Silverio fu scalzato nel 537 in seguito a un complotto del generale bizantino Belisario. Se in genere Silverio è considerato uno dei "pontefici dimissionari" della Storia, sono molti quelli che sottolineano come egli, più di altri, sia stato in realtà costretto – dopo esser stato deposto per decreto imperiale – a firmare (tra l'altro in punto di morte) la rinuncia formale al soglio pontificio.

DOPO DI LUI. Sul soglio petrino fu imposto papa Vigilio, il quale, più tardi – forse in combutta con l'imperatrice bizantina Teodora – farà esiliare Silverio presso l'isola pontina di Palmarola, dove morirà a causa delle privazioni.

Benedetto IX, il papa detronizzato

Centoquarantacinquesimo pontefice, Benedetto IX venne detronizzato in seguito a una rivolta scoppiata nel 1044 contro la sua famiglia. Gli successe Silvestro III (gennaio 1045), ma dopo tre mesi egli riassunse l'incarico scomunicando l'usurpatore, salvo poi "rivendere" la tiara pontificia a Gregorio VI (maggio 1045). Il quale – accusato di aver ottenuto illegalmente l'incarico – lasciò a sua volta dopo sette mesi.

DOPO DI LUI. Successore di Gregorio VI fu nominato Clemente II (dicembre 1046). Ma dopo la morte di quest'ultimo (autunno 1047) Benedetto IX tornò pontefice per la terza volta. Fino a che, accusato di simonia (commercio di cariche ecclesiastiche), lasciò per sempre il papato (1048). Ultimo a succedergli fu Damaso II.

Celestino V, il papa del "gran rifiuto"

Celestino V fu il 192° papa ed è forse il più noto fra i dimissionari. Merito anche di Dante, che nella Divina Commedia lo collocò nell'Antinferno, tra gli ignavi, additandolo come il papa che "per viltà" (secondo Dante) fece il "gran rifiuto". Con alle spalle un lunghissimo trascorso da eremita (fondò tra l'altro la Congregazione dei Celestini), venne eletto già ultraottantenne. Dopo poco più di tre mesi di pontificato, a causa della sua inesperienza di "cose pubbliche" e provato dai continui tentativi di ingerenza del re di Napoli Carlo II d'Angiò, scelse – in piena autonomia e libertà – di riprendere la vita da asceta (dicembre 1294).

DOPO DI LUI. L'abdicazione di Celestino lasciò campo libero a Bonifacio VIII. Il quale lo rinchiuse nel castello di Fumone, in Ciociaria, fino al momento della morte, avvenuta nella primavera del 1296.

Gregorio XII, il primo pontefice emerito

Nell'ambito del cosiddetto Scisma d'Occidente si giunse a un certo punto ad avere tre pontefici: Gregorio XII (in carica dal 1406), 250° vescovo di Roma, e dall'altra gli antipapi Benedetto XIII e Giovanni XXIII. Per risolvere la questione Sigismondo, imperatore del Sacro romano impero, intimò a tutte e tre di abdicare.

DOPO DI LUI. Benedetto e Giovanni si rifiutarono di obbedire all'intimazione imperiale e vennero perciò deposti, mentre Gregorio accettò, permettendo di indire un nuovo conclave allargato agli scismatici. Si ritirò quindi presso Recanati (dove morirà nel 1417) e al suo posto venne eletto papa Martino V, ricordato per aver nominato il suo saggio predecessore Pontefice Emerito.

13 dicembre 2023
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