Cultura

Pace in trincea

1914: è Natale e tedeschi e britannici, escono dalle trincee per festeggiare insieme la festività. Non è una favola, è successo davvero.

Molti la considerano la più bella favola di Natale, paragonandola a un miracolo. Nei libri di Storia non ce n’è quasi traccia, tuttavia se ne parla in film e romanzi, nonché in una struggente canzone folk dell’artista inglese Mike Harding, dal titolo Christmas 1914.
Eccone alcuni versi: “I fucili rimasero in silenzio […] senza disturbare la notte. Parlammo, cantammo, ridemmo […] e a Natale giocammo a calcio insieme, nel fango della terra di nessuno”. La partita in questione si svolse realmente, e fu giocata il 25 dicembre 1914 nei pressi della cittadina belga di Ypres. Campo di gioco: la no man’s land (“terra di nessuno”), lo spazio che divideva le trincee inglesi da quelle tedesche. Fu il momento culminante di quella che passerà alla Storia come “tregua di Natale”.
Nell’estate del 1914 l’Europa era divenuta teatro di una guerra che vedeva opposti due grandi schieramenti: Gran Bretagna, Francia e Russia da una parte; Germania, Austria-Ungheria e Turchia dall’altra. Più tardi sarebbero entrati nel conflitto anche Bulgaria, Giappone, Italia, Stati Uniti e una serie di Paesi “minori”, trasformando così la contesa nella prima guerra su scala globale dell’umanità.
All’inizio il fronte più caldo fu proprio quello occidentale (tra il Belgio e il Nord della Francia) dove inglesi, francesi e belgi dovettero contrastare l’avanzata tedesca. Dopo una sanguinosa battaglia nei pressi di Ypres, a fine autunno gli eserciti si ritrovarono però impantanati (qui e altrove) in un’estenuante guerra di logoramento tutta combattuta intorno alle trincee. Da questi fossati profondi un paio di metri e rinforzati alla buona con tavole di legno, i soldati si lanciavano quotidianamente all’assalto del nemico, guadagnando o cedendo ogni volta pochi metri di terreno e trascorrendo il resto della giornata tra fango, pioggia e cadaveri in decomposizione. Queste condizioni riguardavano tutti e il “mal comune” provocò presto il verificarsi di episodi di solidarietà tra nemici (che si trovavano peraltro a pochi passi di distanza gli uni dagli altri). I soldati dei due eserciti cominciarono a scambiarsi alcuni “favori”, come non aprire il fuoco durante i pasti. Quel che contava era salvare le apparenze con i superiori (si rischiava l’accusa di tradimento) e portare a casa la pelle.



Una scena del film "Joyeux Noël" del 2005 che narra la storia della tregua di Natale del 1914

Quando addobbammo gli alberi e accendemmo le candele, dall’altra parte giunsero fischi di gioia e applausi […]. Poi cantammo tutti quanti assieme

Buon Natale

Non sparate, noi non spariamo

Ricominciarono i canti e gli applausi, poi dalla trincea tedesca uscì un uomo: nella nebbia gli inglesi lo intravidero appena, quanto bastava per notare che era disarmato. I britannici, increduli, uscirono dai loro ripari e si incamminarono verso i tedeschi, che fecero altrettanto. “Ho visto la cosa più straordinaria che si possa vedere: stavamo per sparare a quel tedesco […] e poco dopo eravamo tutti in festa” scrisse il soldato inglese Dougan Charter in una lettera alla famiglia.
Dopo aver sepolto i corpi dei commilitoni uccisi nei combattimenti dei giorni precedenti, i due schieramenti fraternizzarono, preparando una festa in piena regola. “Fritz portò sigari e brandy, Tommy della carne di manzo e sigarette” canta Mike Harding nella sua canzone. Senza inventarsi nulla: nel diario di campo del 133° Reggimento sassone si parla infatti di un tedesco di nome Fritz e anche di Tommy, un soldato inglese che si mise a tagliar capelli ai nemici in cambio di qualche sigaretta. Nel frattempo attorno a lui tutti si scambiavano abbracci e visite di cortesia. Inglesi e tedeschi si regalarono caffè e cioccolata, marmellata e sigari, tè e whisky, nonché alcuni accessori delle divise. Ci fu persino chi si fece fotografare in gruppo. “Non vi fu un solo momento di odio: per un po’ nessuno pensò più alla guerra” disse il soldato britannico Bruce Bairnsfather. Quasi una scena da film, che in effetti si ritroverà nel copione di Joyeux Noël, pellicola del 2005 di Christian Carion.



La partita di calcio tra britannici e tedeschi giocata nel Natale del 1914 a Ypres, in una scena tratta dal film "Joyeux Noël" (2005)

sparando alle stelle in cielo

Straordinario: inglesi e tedeschi si stringono la mano

In alcuni casi la tregua durò fino a Capodanno, ma quasi ovunque tutto finì la sera stessa di Natale. “Ci salutammo e rientrammo nelle trincee […] poi udimmo dei colpi […]: la guerra era ricominciata” ricorderà malinconico il capitano inglese J. C. Dunn. Ma gli alti comandi dei due eserciti non ebbero nessuna nostalgia di quell’evento. Si diedero da fare per impedire che altre scandalose tregue si ripetessero: si andò dalla minaccia di corte marziale per chiunque avesse avuto contatti con il nemico all’idea di bombardare le trincee nei giorni precedenti ogni Natale. Inoltre, per evitare che i soldati familiarizzassero col nemico, fu deciso di spostarli a turno in diverse zone del fronte. Partì anche un’operazione di censura di qualsiasi notizia che riguardasse la tregua del 1914 e si arrivò a negare ufficialmente che fosse mai avvenuta.
Tutto ciò non bastò a impedire futuri “gemellaggi”. Ma lo spirito di quel primo Natale di guerra non fu mai più eguagliato. Lo riassumono i ricordi del soldato inglese George Eade: “Un tedesco mi sussurrò con voce tremante: oggi abbiamo avuto la pace, ma da domani tu combatterai per il tuo Paese e io per il mio. Buona fortuna”. Poi, in silenzio, tornò dalla propria parte. Il miracolo era finito.

Nel 1915 la guerra riprese più dura che mai. E negli anni successivi Ypres divenne famosa per i bombardamenti con armi chimiche che coinvolsero anche la popolazione (la cittadina diede il nome a uno dei gas utilizzati, l’iprite). Ad annunciare il ritorno alla normalità guerresca, tra i britannici, fu un secco comunicato alle truppe: “Mai più tregue, partite di calcio incluse […]. In guerra non bisogna mai interrompere l’uccisione del nemico”. E così, in pochi mesi, quella bella storia di Natale fu relegata nell’oblio. Non tutti la presero male: un soldato di origini austriache, all’epoca dei fatti di stanza proprio nella zona di Ypres, fu ben lieto di ricominciare a sparare, avendo criticato con violenza quella “stupida tregua”. Il suo nome era Adolf Hitler.
Di opinione opposta, invece, restò sempre Bertie Felstead, un signore inglese morto il 22 luglio 2001, a 106 anni. Bertie era l’ultimo reduce ancora in vita ad aver preso parte a una certa partita di calcio giocata in uno speciale giorno di Natale: la meno famosa, ma forse la più straordinaria della Storia.

Casi di fraternizzazione col nemico, sul fronte italiano, furono segnalati il 25 dicembre 1916. Le “tregue” italiane consistevano solo nel deporre le armi rimanendo a debita distanza, ma in alcuni casi italiani e austro-ungarici brindarono addirittura gomito a gomito: per esempio sui monti Kobilek (Friuli) e Zebio (altopiano di Asiago). Della “pausa” approfittò anche il poeta Giuseppe Ungaretti, che quel giorno scrisse la poesia Natale.
Intese. Anche fuori dai periodi festivi accadeva che fra italiani e austriaci ci si passassero cibo e sigarette, o che si stabilissero cavallerescamente turni per l’uso di una fonte d’acqua. Nel febbraio del 1916, sui monti del Carso, ci fu una tregua spontanea proposta dagli austriaci al grido di “Venite, non spariamo”. E nel maggio del 1917 sulla vetta Chapot (Friuli) alcuni ufficiali sorpresero un gruppo di alpini intenti a parlare, bere e fumare in compagnia
del nemico.

9 dicembre 2009
Tag cultura - storia -
Ora in Edicola
Scopri il mondo Focus. Ogni mese in edicola potrai scegliere la rivista che più di appassiona. Focus il magazine di divulgazione scientifica più letto in Italia, Focus Storia per conoscere la storia in modo nuovo ed avvincente e Focus Domande & Risposte per chi ama l'intrattenimento curioso e intelligente.

In viaggio con Dante Alighieri: per scoprire il “suo” Medioevo, seguirlo sulla via dell'esilio e capire i motivi che lo spinsero a scrivere la Divina Commedia, pietra miliare della lingua e della letteratura italiana. E ancora: i segreti di Madame Claude, la maitresse più famosa di Parigi che “inventò” le ragazze squillo; nella Napoli di Gioacchino Murat, il cognato coraggioso e spavaldo di Napoleone.

ABBONATI A 29,90€

Le nostre attività lasciano un’impronta sull’ambiente, ma dobbiamo vivere in un mondo più sostenibile. Come fare? Inoltre: Voyager 2, la navicella più longeva nella storia delle missioni spaziali; come funzionano i reparti di terapia intensiva dove si curano i malati della CoViD-19; cos'è davvero il letargo per gli animali.

ABBONATI A 29,90€

Sul nuovo numero di Focus Domande&Risposte tantissime domande e risposte curiose e inaspettate nel nome della scienza. Per esempio: è vero che la musica fa cambiare sapore al formaggio? E che mariti e mogli con il tempo si assomigliano? E che la solitudine cambia il nostro cervello?

ABBONATI A 29,90€
Follow us