Olimpiadi: gli sport più strani che ora non ci sono più

Dal tiro alla fune a quello al piccione: le discipline tutte da ridere (ma anche discutibili) che hanno fatto capolino nelle prime edizioni delle Olimpiadi moderne. Per poi sparire.

Tiro alla fune. Alla gara prendevano parte non solo le nazionali, ma anche squadre miste, come quella formata da danesi e svedesi che vinse la prima edizione nel 1900, a Parigi. Le squadre erano composte da un numero variabile di atleti: si passò da 6 (Parigi 1900) a 5 (Saint Louis 1904) a) e a 8 atleti (Londra 1908, Stoccolma 1912, Anversa 1920). Il tiro alla fune ha un primato storico: in questa disciplina nel 1900 gareggiò il primo atleta olimpico di colore.

Salto in alto e in lungo a cavallo. Il primo oro italiano arriva in questa disciplina comparsa una sola volta (Parigi 1900). Lo vinse il conte Gian Giorgio Trissino (nella foto), che conquistò anche un argento.
L'equitazione partecipò ai Giochi olimpici per la prima volta proprio nel 1900. Poi venne scartata fino al 1912, quando tornò... per rimanerci stabilmente.

Croquet. A Parigi nel 1900 gareggiarono solo i francesi. Poi il il croquet scomparve dalle discipline olimpiche. Il gioco trae origine dalla pallamaglio, un gioco napoletano del Trecento. A sua volta dal croquet derivano il golf e anche il biliardo. Scopo del gioco è segnare punti facendo passare una palla, colpita da una mazza, sotto alcune piccole porte. Queste ultime formano un percorso, al termine del quale si deve colpire un picchetto posto al centro del campo.

Duelli di pistola. Anche se il nome potrebbe far pensare a un film wester, il duello con le pistole non arrivò mai ad essere uno scontro tra due persone. La disciplina entrò nel programma olimpico nel 1908 e nel 1912 e prevedeva di sparare con una pistola a un manichino di 1,70 metri, posto a varie distanze. Colpire il bersaglio alla gola dava il maggior numero di punti.

Tiro al piccione. Anche se non rientra tra le discipline ufficiali dei Giochi olimpici di Parigi, questo sport cruento consisteva nell’uccidere quanti più piccioni possibile nel tempo stabilito. Fu l’unico caso (la gara non si ripeté più) in cui alle Olimpiadi furono uccisi volontariamente animali.

L'arrampicata su corda. Oggi è una disciplina che forse si esercita ancora in qualche ora di educazione fisica, ma l'arrampicata su corda ha fatto parte delle Olimpiadi dalla prima edizione, nel 1896, fino al 1932.
Partenza da seduti, gli atleti dovevano arrampicarsi solo con l'uso delle mani e delle braccia su una corda lunga 13 metri. Nel 1904 e nel 1932 i premi furono assegnati solo in base alla velocità di arrampicata, mentre nel 1924 i giudici assegnarono voti anche allo stile.

Nuoto a ostacoli. Fu un tratto della Senna a essere attrezzato per questa bizzarra competizione di Parigi 1900. I 12 nuotatori in gara, provenienti da cinque nazioni, dovevano percorrere 200 metri lungo i quali dovevano arrampicarsi su una pertica, superare una fila di barche salendovi da un lato e tuffandosi dall’altro e infine superare altre imbarcazioni nuotando sott’acqua.
A Parigi si gareggio anche nel nuoto subacqueo.

Pallacorda. La pallacorda è forse più famosa per i suoi significati storici che per gli eventi sportivi: nella Sala della Pallacorda a Parigi si tenne, nel 1789, il giuramento che segnò l’inizio della Rivoluzione francese. Ma nel curriculum di questa disciplina ci sono anche due edizioni olimpiche. A Parigi 1900 gareggiarono solo squadre francesi, sei contro sei e quattro contro quattro. A Londra 1908 invece nessun francese, ma 9 britannici e due statunitensi (tra cui il vincitore) in un’unica gara di singolare.
Nata forse nel XIII secolo e nota anche con i nomi di trincotto e jeu de paume (“gioco di palmo di mano”, poiché inizialmente i giocatori colpivano la palla col palmo della mano protetta da un guanto), ha dato origine a molti sport, tra cui il tennis. È stata anche una delle prime discipline professionistiche, già cinque secoli fa.

Scherma con il bastone. Di origine italiana e rinascimentale, rilanciata in Francia nell’Ottocento, questa disciplina entrò nel programma olimpico solo a Saint Louis nel 1904. A trionfare fu lo schermidore statunitense Albertson Van Zo Post, che però in alcune classifiche è menzionato come cubano. Lo sport, detto anche “canna da passeggio”, consisteva nell’uso di un bastone come arma, con tecniche schermistiche.

Palla Basca. La palla basca (pelota o pilota basca) esordì ai Giochi di Parigi 1900, dove il 14 giugno si sfidarono solo le squadre di Spagna e Francia. A uscirne vincitore fu il duo iberico. La specialità prescelta fra le molte varianti fu la jai alai (in basco “festa felice”) o cesta punta, praticata con una specie di “cucchiaio” di vimini a forma affusolata, detto chìstera. All’epoca questo sport era molto popolare e legato a grosse scommesse: la sua successiva esclusione dai Giochi fu dovuta all’eccesso di professionismo.

Le curiosità proseguono in edicola. Sul numero 118 di Focus Storia, in edicola fino al 12 agosto, trovi uno speciale sulle olimpiadi moderne. Nel numero 117, ormai solo in versione digitale, un'altro speciale su quelle del mondo antico, i simboli olimpici e le vittorie delle donne.

Tiro alla fune. Alla gara prendevano parte non solo le nazionali, ma anche squadre miste, come quella formata da danesi e svedesi che vinse la prima edizione nel 1900, a Parigi. Le squadre erano composte da un numero variabile di atleti: si passò da 6 (Parigi 1900) a 5 (Saint Louis 1904) a) e a 8 atleti (Londra 1908, Stoccolma 1912, Anversa 1920). Il tiro alla fune ha un primato storico: in questa disciplina nel 1900 gareggiò il primo atleta olimpico di colore.