11 Natali da dimenticare

Catastrofi naturali, attentati e altri fatti di sangue che hanno afflitto le festività più amate.

roma_s_spirito_in_s_4772messinacadutinataledisangueortonapiazzafontanaitalicusfiumicinolockerbe_153722b144100007-9e34553d-b186-45ea-b08c-1c6890b6561d2006388-tsunamiApprofondimenti
roma_s_spirito_in_s_47

24 dicembre 1598 - La piena del Tevere
L a vigilia di Natale del 1598 Roma fu travolta dalla più devastante piena del Tevere mai registrata: al Pantheon l’acqua arrivò a 6 metri dal suolo, sommergendo le colonne. Inoltre crollò il ponte di Santa Maria Egiziaca, ovvero l’antico ponte Emilio oggi detto Ponte Rotto.
Si stima che il fiume raggiunse la portata di 4 mila metri cubi al secondo (normalmente è di 240 m3/s) e un’altezza di oltre 19 metri, facendo circa 3 mila morti.

72

16 Dicembre 1631 - L'eruzione del Vesuvio
Dopo piccoli terremoti e rigonfiamenti della terra, all'alba del 16 dicembre il Vesuvio inizia a eruttare dopo 130 anni di inattività. Le prime vittime a Portici e a Torre del Greco, portarono la popolazione a scappare in massa nei pressi di Napoli.
Le piogge non aiutarono e crearono valanghe di fango che coprirono parte dei paesi alle pendici del vulcano.
L'eruzione terminò 17 giorni dopo quando, secondo la tradizione napoletana, la statua di San Gennaro fu esposta dinanzi al vulcano. In totale i morti furono circa 400.
Nella foto: la processione di San Gennaro per l'eruzione del Vesuvio del 1631 dell'artista Domenico Gargiulo.

messina

28 dicembre 1908 - Il terremoto di Messina
Alle ore 5:21 un terremoto di intensità pari al decimo grado della scala Mercalli (che ne ha 10), in 37 secondi sconvolse le città di Messina e Reggio Calabria. Il conseguente maremoto devastò le località affacciate sullo stretto.
Il terremoto calabro-siculo causò tra i 50 e i 100 mila morti. La città più danneggiata dopo le scosse e il violento maremoto risultò essere Messina, dove crollò circa il 90% degli edifici.
Leggi anche Apocalisse a Messina, la storia del terremoto più drammatico della storia d'Italia.

cadutinataledisangue

24-29 dicembre 1920 - Il “Natale di sangue”
A usare per primo l’espressione “Natale di sangue” fu Gabriele D’Annunzio, mente dell’occupazione di Fiume (oggi in Croazia) compiuta nel settembre del 1919 alla testa di 2.600 “legionari” (ribelli dell’esercito). Sempre lui guidò la resistenza nel dicembre dell’anno successivo, rifiutandosi di accettare il Trattato di Rapallo che gli imponeva di lasciare la città.
Quel rifiuto provocò un cannoneggiamento da parte della Regia Marina italiana: la battaglia iniziò la vigilia di Natale (da cui l’espressione) e durò fino al 29 dicembre, quando D’Annunzio fu costretto alla resa. Alla fine si contarono 22 legionari morti, oltre a 5 civili e 17 soldati italiani.

ortona

20-28 dicembre 1943 - La battaglia di Ortona
Nel dicembre del 1943 gli Alleati stavano risalendo la nostra penisola, incontrando la resistenza dei tedeschi. A Ortona (Chieti), nei giorni di Natale, ci fu uno scontro durissimo fra i tedeschi e la fanteria canadese. Gli Alleati combatterono per giorni strada per strada, costringendo il nemico a ritirarsi: sul campo restarono 867 tedeschi, 1.372 canadesi e 1.314 civili italiani. Nell'immagine, soldati alleati tra le macerie di Ortona.

Sul Natale di sangue a Ortona c'è quest'ottimo documentario di YouDoc.

piazzafontana

12 dicembre 1969 - La bomba di piazza Fontana
Alle 16:37 di 40 anni fa una bomba esplose alla Banca nazionale dell’agricoltura di Milano, in piazza Fontana. Morirono 17 persone e 88 furono i feriti.
L’attentato (seguito dall’esplosione di altre bombe lo stesso giorno a Roma) inaugurò la “strategia della tensione”: oltre un decennio di stragi finalizzate a destabilizzare lo Stato e compiute attraverso connivenze con i servizi segreti deviati e la criminalità organizzata. A oggi non ci sono condanne definitive. Nella foto, i funerali delle vittime.

italicus

23 dicembre 1984 - La strage del rapido 904
Alle 19:08 il rapido 904 Napoli-Milano, carico di passeggeri in viaggio per le vacanze natalizie fu improvvisamente squassato dall’esplosione di una bomba all’altezza del tunnel della Grande galleria dell’Appennino, tra Vernio e San Benedetto Val di Sambro (Bologna). I morti furono 15, e oltre 100 i feriti.
L’attentato segnò l’ingresso della mafia nella strategia della tensione (vedi foto su piazza Fontana), a 10 anni dalla strage del treno Italicus (4 agosto 1974) avvenuta nello stesso luogo. Dopo vari processi furono condannati Guido Cercola (suicidatosi in carcere nel 2005) e il mafioso Pippo Calò. Nella foto, il vagone sventrato del rapido 904 alla stazione di San Benedetto Val di Sambro.

fiumicino

27 dicembre 1985 - Il massacro di Fiumicino
Un duplice attentato terroristico colpì simultaneamente l’aeroporto di Fiumicino (Roma) e quello di Vienna, uccidendo in tutto 20 persone e provocando oltre 100 feriti. Gli attacchi iniziarono con una differenza di pochi minuti l’uno dall’altro, alle 8:15 circa. I terroristi spararono sui passeggeri in coda per il check-in dei bagagli della compagnia aerea israeliana El-Al e della americana Twa. La regia del doppio attentato è stata attribuita al palestinese Abu Nidal, membro del Consiglio rivoluzionario di Al Fatah, allora partito combattente dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina.

lockerbe_153722b

21 dicembre 1988 - L’attentato di Lockerbie
Il Boeing 747-121 della compagnia PanAm che collegava Londra a New York esplose in volo sopra la cittadina di Lockerbie (Scozia). Morirono 270 persone, di cui 189 statunitensi. Per l’attentato fu condannato all’ergastolo Abdel Basset Ali Al Megrahi, ufficiale dei servizi segreti libici facenti capo a Gheddafi; nell’agosto di quest’anno ad Al Megrahi è stato concesso il trasferimento in Libia, tra le polemiche.

144100007-9e34553d-b186-45ea-b08c-1c6890b6561d

25-26 dicembre 1996 - I fantasmi di Portopalo
Nella notte fra il 25 e il 26 dicembre affondò, speronato dal mercantile greco Yohan, un battello di immigrati pakistani, indiani e cingalesi diretto a Portopalo (Sr). Le vittime furono 283. I pochi superstiti (raccolti dalla nave) riferirono l’accaduto al loro arrivo ad Atene, ma nessuno credette loro.
I pescatori siciliani, che trovarono molti cadaveri nelle loro reti, non denunciarono il fatto per timore di vedere bloccata l’attività di pesca. Il dramma fu reso pubblico solo nel 2001 grazie alle testimonianze raccolte dal giornalista Giovanni Maria Bellu. Il comandante della Yohan fu in seguito assolto in primo grado e condannato in appello.

2006388-tsunami

26 dicembre 2004 - Tsunami a Santo Stefano
Alle 00:58:53 (ora di Greenwich) del 26 dicembre un terremoto di magnitudo 9,3 sulla scala Richter (che arriva a 10) scosse il fondale dell’Oceano Indiano al largo dell’isola di Sumatra (Indonesia). Tra i 15 minuti e le 10 ore successive onde anomale alte fino a 15 metri colpirono sotto forma di tsunami (dal giapponese “onda del porto”) vaste zone costiere dell’area asiatica, arrivando fino all’Africa.
Le vittime furono almeno 230 mila, quelle italiane accertate 40, di cui 37 in Thailandia e 3 nello Sri Lanka. Nella foto, lo tsunami che sta per colpire la spiaggia di Hat Rai Lai, in Thailandia, il 26 dicembre 2004.

24 dicembre 1598 - La piena del Tevere
L a vigilia di Natale del 1598 Roma fu travolta dalla più devastante piena del Tevere mai registrata: al Pantheon l’acqua arrivò a 6 metri dal suolo, sommergendo le colonne. Inoltre crollò il ponte di Santa Maria Egiziaca, ovvero l’antico ponte Emilio oggi detto Ponte Rotto.
Si stima che il fiume raggiunse la portata di 4 mila metri cubi al secondo (normalmente è di 240 m3/s) e un’altezza di oltre 19 metri, facendo circa 3 mila morti.