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13 mestieri che oggi non esistono più

Ambite o pericolose, ricercate o - più spesso - sottopagate, ma sempre di pubblica utilità: le occupazioni ormai estinte di cui (forse) non avevate ancora sentito parlare.

Il progresso tecnologico ha migliorato le condizioni generali dei lavoratori, e mandato definitivamente in pensione alcune professioni. Molti mestieri un tempo diffusi e indispensabili, oggi non avrebbero più ragione di esistere. Abbiamo rispolverato alcune di questi antiche attività dimenticate. Ecco le più sorprendenti.

Sveglia umana. I lavoratori poco mattinieri sono sempre esistiti, e prima che le sveglie si diffondessero nelle case, il rischio di arrivare tardi al lavoro era concreto. In Inghilterra ed Irlanda, durante la Rivoluzione industriale, si diffuse così il mestiere di svegliatore. Queste persone andavano di casa in casa e bussavano a porte e finestre con lunghi bastoni, per pochi centesimi alla settimana. Non si muovevano di lì finché non avessero la certezza di aver buttato gli operai giù dal letto.

Alcuni adoperavano strumenti più fantasiosi per farsi sentire, come le cerbottane.

Raccoglitore di birilli del bowling. Il primo raccoglitore automatico di birilli risale al 5 aprile 1946. Prima di quella data, a recuperare quelli caduti e riposizionarli in fondo alla pista erano i "pin's boy".

I ragazzi, in genere adolescenti, si occupavano anche di restituire le palle ai giocatori. Era un lavoro sottopagato, che occupava la sera, e piuttosto faticoso.

Accenditore di lampioni. Nel 19esimo secolo, l'illuminazione a gas divenne il metodo principale utilizzato per rischiare le città di notte. I primi lampioni richiedevano l'intervento di una persona che li accendesse, una professione caduta progressivamente in disuso.

In alcune circostanze, gli accenditori di lampioni fungevano da veri e propri guardiani notturni della città. Oggi questo mestiere si conserva soltanto in alcuni luoghi (per esempio in qualche quartiere di Londra) come eredità storica o attrazione turistica.
Humans of New York (di altri tempi)

Tagliatore di ghiaccio. Prima dell'avvento delle moderne tecniche di refrigerazione, chi praticava questa attività segava grossi blocchi di ghiaccio per rivenderli a quanti li richiedevano per mantenere il cibo al fresco.

Data la precarietà del ghiaccio, gli strumenti utilizzati, e il peso del carico finale, si trattava di un compito molto rischioso.

Centralinista telefonica. Nelle prime fasi di storia della telefonia, queste figure erano indispensabili per realizzare chiamate su lunghe distanze, perché mettevano in comunicazione due interlocutori remoti.

Le telefoniste avevano il compito di connettere "isole" telefoniche distanti provvedendo manualmente - inserendo ed estraendo prese a jack - alla commutazione telefonica, ossia la serie di operazioni necessaria a connettere due utenti. Con il completamento della commutazione automatica, negli anni '70 in Italia, questa figura fu relegata a un ruolo sempre più marginale.
Viaggio in foto nell'Italia di 50 anni fa

Derattizzatore. In questo caso a scomparire non è stato il mestiere, ma le modalità con cui veniva svolto. Queste figure, famose nell'Inghilterra Vittoriana, catturavano i ratti a mani nude, con l'aiuto di trappole o cani appositamente addestrati.

Il rischio di essere morsicati e contrarre la rabbia era sempre dietro l'angolo, ma il lavoro non mancava (e non manca): storicamente, i ratti sono sempre stati associati alla diffusione di epidemie.

Trasportatore di polvere da sparo. Un lavoro terrificante riservato ai bambini sulle navi da guerra, tra il 16esimo e il 19 esimo secolo: quello di trasportatori di polveri da sparo da impiegare nei cannoni. Questa foto fu scattata su una nave da guerra statunitense tra il 1864 e il 1865.

L'ingrato compito era riservato ai bambini poco meno che adolescenti perché agili e di bassa statura: caratteristiche che permettevano alle "powder monkeys" ("scimmie della polvere", come erano soprannominati) di muoversi senza fatica negli spazi angusti delle navi, evitando di essere colpiti dai nemici.

Lettore nelle fabbriche. Questo impiego consisteva nel leggere a voce alta quotidiani, libri - e, più tardi, testi sindacali - agli operai nelle fabbriche, per rendere il lavoro manuale meno monotono e noioso.

Attorno al 1860, questa attività si diffuse nei sigarifici cubani: spesso politicamente impegnati, i lettori non erano sempre ben visti dai proprietari delle fabbriche, che temevano potessero sobillare i lavoratori contro i vertici industriali. Gli operai partecipavano di tasca propria al compenso del lettore, e potevano avanzare richieste sui brani da ascoltare.

Trafugatore di cadaveri. Il compito poco felice - e poco legale - di chi nel 19esimo secolo dissotterrava i corpi dei defunti dai cimiteri per darli alle Università, dove servivano a scopo di ricerca. Far arrivare un cadavere per vie legali non era impresa semplice, così ci si affidava alle opere di queste losche figure. Gli esperimenti scientifici più terrificanti mai tentati

Trasportatore di tronchi sul fiume. Prima che fosse possibile trasportare il legname su strada attraverso autocarri, i tronchi si spostavano via fiume, grazie a guide esperte che riuscivano a condurre il carico fino alle segherie.

Questo mestiere era particolarmente diffuso negli Stati Uniti. In Italia, chi fino all'Ottocento sfruttava i fiumi per il trasporto di merci era noto come zattiere.

L'uomo-aquilone. Durante la Prima Guerra Mondiale, la necessità di scorgere in anticipo i dirigibili nemici condusse a sperimentare una forma di sorveglianza peculiare, che sfruttava gli aquiloni.

La coraggiosa sentinella veniva issata in volo con una striscia di aquiloni, che una volta in aria manovrava per mantenere stabilità. Da quella posizione si poteva forse avere una migliore visuale, ma si era soggetti ai capricci del vento.

Sentinelle militari. Prima dell'avvento dei radar, la presenza nemica si individuava con localizzatori acustici chiamati "tube di guerra" (ecco una dimostrazione di come funzionavano condotta, nel 1932, da soldati giapponesi).

Questi localizzatori avevano varie forme, e un addetto era incaricato di riferire qualunque rumore sospetto.

Scavatore di fango. Nella Londra di fine Ottocento, ci si poteva imbattere in ragazzi di strada che frugavano nel Tamigi in cerca di piccoli oggetti perduti da rivendere. Non era una vera e propria occupazione, ma consentiva un certo grado di indipendenza, almeno nel numero di ore passate a mollo.

Il progresso tecnologico ha migliorato le condizioni generali dei lavoratori, e mandato definitivamente in pensione alcune professioni. Molti mestieri un tempo diffusi e indispensabili, oggi non avrebbero più ragione di esistere. Abbiamo rispolverato alcune di questi antiche attività dimenticate. Ecco le più sorprendenti.

Sveglia umana. I lavoratori poco mattinieri sono sempre esistiti, e prima che le sveglie si diffondessero nelle case, il rischio di arrivare tardi al lavoro era concreto. In Inghilterra ed Irlanda, durante la Rivoluzione industriale, si diffuse così il mestiere di svegliatore. Queste persone andavano di casa in casa e bussavano a porte e finestre con lunghi bastoni, per pochi centesimi alla settimana. Non si muovevano di lì finché non avessero la certezza di aver buttato gli operai giù dal letto.