Macabre sepolture di 3000 anni fa: le vittime di un sacrificio umano?

Ventisei scheletri del Neolitico, mutilati e in posizioni innaturali, sono venuti alla luce nell'Oxfordshire inglese: gli archeologi sospettano che si possa trattare di sepolture rituali.

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Uno dei resti umani rinvenuti nel corso degli scavi: la donna fu forse protagonista di una sepoltura rituale.|Thames Water

Gli scheletri di 26 individui dell'Età del Ferro inglese, protagonisti di quelle che sembrerebbero sepolture rituali, sono venuti alla luce nel sito di Childrey Warren, nell'Oxfordshire (nel sud-est del Regno Unito).

 

I resti umani che risalgono a quasi 3000 anni fa, prima dell'occupazione romana della Gran Bretagna, sono stati ritrovati durante alcuni lavori pubblici nel sottosuolo, in una serie di tombe a fossa (cioè buche poco profonde scavate nel terreno). Il sospetto è che possa trattarsi delle vittime di sacrifici umani - una pratica già accertata per altre tombe a fossa dello stesso periodo, ma di cui non si ha l'assoluta certezza in questo caso.

 

Posizioni inquietanti. È la disposizione delle ossa a far pensare a un rituale di sepoltura dal forte significato religioso. Oltre a trovarsi in diversi casi accovacciati sul fianco, caratteristica non insolita nelle tombe neolitiche, i defunti di Childrey Warren appaiono spesso mutilati. C'è lo scheletro di una donna (nella foto in apertura) con le braccia intrecciate sopra la testa, le gambe piegate con le ginocchia divaricate e un piede staccato e posizionato di lato; sotto il suo corpo è stato trovato lo scheletro di un neonato, forse sepolto in precedenza. Un'altra salma è mancante del cranio, che è stato staccato e posizionato sotto i piedi.

 

Il cranio di questo individuo è posizionato sotto i piedi. | Thames Water

All'ordine del giorno. Evidenze archeologiche mostrano che per gli abitanti della Gran Bretagna dell'Età del Ferro pratiche come questa non erano affatto eccezionali: il rapporto con i defunti era piuttosto dinamico e le esumazioni dei corpi frequenti.

 

Spesso, era prevista una "sepoltura" preliminare in superficie o nei fiumi per permettere al corpo di decomporsi prima di essere inumato. Durante questo trattamento, non era inusuale che il defunto fosse sistemato in posizioni innaturali, che ne "tenessero insieme" le membra.

 

Un'epoca di progresso. L'Età del Ferro inglese (terminata nel 43 d.C., con l'invasione delle truppe romane) vide la nascita di nuove tecnologie, incluse quelle per la lavorazione del ferro e la creazione di ceramiche, oltre a nuove tecniche agricole che migliorarono le condizioni di vita e favorirono la crescita demografica. Le tombe a fossa sono tipiche di questo periodo, così come lo sono le più famose mummie di palude. Nel sito inglese sono stati ritrovati anche resti di animali e utensili domestici che dovrebbero svelare qualcosa di più su come vissero - e morirono - queste persone.

 

26 Aprile 2019 | Elisabetta Intini