Le pubblicità turistiche di una volta

Cent'anni fa stampare le fotografie era troppo caro, meglio le illustrazioni: e l’Italia iniziò a farsi pubblicità attraverso i suoi artisti migliori.

Bellezze italiche - Agli inizi del '900 i flussi turistici - per quanto ridotti - avevano già fatto sentire il loro peso sulla bilancia commerciale italiana. I turisti stranieri erano diventati una interessante fonte di entrata.
Per questo motivo, una volta terminata la Prima Guerra Mondiale, venne fondato l'ENIT, l'Ente Nazionale per l’incremento delle Industrie Turistiche (oggi si chiama "Agenzia Nazionale del Turismo"). Il suo compito era - tra gli altri - quello di promuovere all'estero le più importanti attrazioni italiane: arte, bellezza, mare, vino e cibo. Per farlo utilizzava il linguaggio del tempo: l'illustrazione e l'arte, meno costosa della fotografia e più duttile per presentare il nostro paese e invitare gli stranieri a visitarlo.
Poster di Ruggero Alfredo Michahelles (RAM), 1935.

Sport e neve - Le vacanze invernali si diffondono ai primi del Novecento: le cime innevate (qui il Cervino) sono un classico delle immagini promozionali. Arnaldo Musati, 1950.
Il primo e più geniale autore di manifesti fu Toulouse-Lautrec. In Italia arrivarono nel 1890, prima per la lirica poi per il turismo.

L’appeal dei bimbi - La compagnia di navigazione del lago promuove i suoi servigi associandoli al sorriso delle bimbe, felici di far navigare la loro barchetta. Elio Ximenes, 1908.
I primi committenti sono state le ferrovie: per loro gli artisti decoravano con fiori e paesaggi incantevoli le tabelle degli orari

Inverno al caldo - Il porto di Genova era all’epoca un’attrazione ancora più efficace delle località di mare. Aurelio Craffonara, 1931
Cubismo, futurismo, impressionismo: nei poster turistici si sono sperimentate varie forme artistiche, sempre d’avanguardia

Pittura, grafica e design - Marcello Nizzoli, 1927. La città è vista dall’alto: all’epoca gli aerei erano ancora pochissimi e queste visuali sorprendevano.

Fuori fuoco - Una litografia per promuovere le bellezze architettoniche di Brescia (qui il Broletto con la torre del Pégol). Vincenzo Alicandri, 1926.

Turismo d’élite - Fra le due guerre si ammicca a un viaggiatore sportivo ma elegante, ardito e snob, pronto a scalare montagne di giorno e andare in società la sera. Franz Lenhart, 1934.

Forza della natura - Le vette infuocate delle Dolomiti incombono sulla località più nota della zona. Tipica di questo artista l’assenza di figure umane. Pio Solero, 1930

Insegne del potere - Il “fascio” di luce e l’architettura monumentale richiamano le immagini simbolo del Ventennio. Giorgio Viola, 1930.

Simboli marini - Manifesto pubblicitario molto stilizzato, dove la località balneare è richiamata da pochi simboli, come il colore delle vele. Giovanni Guerrini, 1927.

Aquila e impero - L’Aquila è il nome della città ma anche simbolo Romano di potere militare e più in generale dell’imperatore. Il manifesto è di epoca fascista. Umberto Noni, 1934.

Scavi in corso - Un manifesto dai risvolti propagandistici: la mano possente che sposta il masso allude alla campagna di scavi avviata dal governo nel 1927. Marcello Dudovich, 1928.

Teatro a Pompei - Un manifesto turistico dal gusto teatrale destinato ai francesi: l’artista (Giuseppe Riccobaldi, 1938) era infatti un noto scenografo

Puglia magica - Questo poster di Castel del Monte evoca storia e mistero, allontanandosi dalle solite immagini legate al Meridione. Plinio Codognato, 1925.

Vieni a trovarci - Tanta ironia: il fico d’India con il berretto in testa che fa l’occhiolino. Un invito a visitare l’isola senza farsi problemi. Mario Puppo, 1953

L’arte e il sole - La solare bellezza di Monreale (Sicilia), simboleggiata dallo splendido chiostro bizantino. Anonimo, 1925

Non è una foto! - Costumi sardi e balli per una festa nel nuorese. La mancanza di verosomiglianza è voluta. Disegno di Mario Puppo, 1954.

Bellezze italiche - Agli inizi del '900 i flussi turistici - per quanto ridotti - avevano già fatto sentire il loro peso sulla bilancia commerciale italiana. I turisti stranieri erano diventati una interessante fonte di entrata.
Per questo motivo, una volta terminata la Prima Guerra Mondiale, venne fondato l'ENIT, l'Ente Nazionale per l’incremento delle Industrie Turistiche (oggi si chiama "Agenzia Nazionale del Turismo"). Il suo compito era - tra gli altri - quello di promuovere all'estero le più importanti attrazioni italiane: arte, bellezza, mare, vino e cibo. Per farlo utilizzava il linguaggio del tempo: l'illustrazione e l'arte, meno costosa della fotografia e più duttile per presentare il nostro paese e invitare gli stranieri a visitarlo.
Poster di Ruggero Alfredo Michahelles (RAM), 1935.
Approfondimenti