Le prime armi chimiche? In Siria, 1700 anni fa

Un archeologo ricostruisce una cruenta battaglia del 270 a.C. il cui esito fu determinato dall'impiego di una delle prime armi chimiche della storia.

el001646
Le rovine di Dura Europos, teatro di una delle prime battaglie chimiche della storia (© Elio Ciol/Corbis)

Mentre il mondo si domanda ormai  da settimane se il governo siriano abbia realmente impiegato le armi chimiche contro i civili, torna di drammatica attualità uno studio dell’Università di Leicester secondo il quale il primo utilizzo di gas tossici in battaglia in quella zona del mondo risalirebbe addirittura al 270 a. C.

Il tunnel della morte
La scoperta porta la firma dell’archeologo Simon James, che nel 2009 trovò le prove di un lungo assedio da parte dell’esercito Sasanide-Persiano al forte romano di Dura-Europos, nei pressi del fiume Eufrate.
Già negli anni 30 un gruppo di ricercatori di Yale trovò, in un tunnel sotto le mura della cittadella, numerosi corpi di soldati romani in assetto da battaglia, che non presentavano alcuna ferita. Inzialmente gli studiosi imputarono la morte dei guerrieri al crollo della galleria, ma secondo James i fatti furono molto più cruenti.
Nel tentativo si conquistare la fortezza, i sasanidi scavarono un tunnel sotto le difese romane e vi piazzarono numerose giare con dentro del fuoco. I difensori romani, disposti a tutto pur di non cadere in mano al nemico, invasero la galleria pronti a combattere.
[Scienza e armi del futuro: qual è il confine tra ricerca buona e cattiva?]

Fumi letali
Fu in quel momento che i persiani riversarono nei fuochi una micidiale miscela di resine, bitume e cristalli di zolfo. Per i soldati romani, accecati dal fumo e intossicati dalle esalazioni del biossido di zolfo, la morte fu rapida e orribile. Dura Europos venne conquistata e i suoi abitanti catturati.
La teoria di James sarebbe confermata dal ritrovamento sui cadaveri dei soldati romani di tracce di zolfo, pece e resine vegetali.
Le prime tracce sull’utilizzo di additivi chimici al fuoco in battaglia sono però ancora antecedenti e risalgono alla guerra tra Sparta e Atene (429 a.C.), quando gli spartano misero a punto speciali proiettili incendiari a base di resina di pino per conquista di Platea.
Ad oggi l'utilizzo di armi chimiche, la loro produzione e lo stoccaggio sono proibiti a livello internazionale dal Protocollo di Ginevra del 1929 e dalla Convenzione sull'uso di armi chimiche del 1997 sottoscritte da 132 paesi.
[Le supertecnologie a disposizione dei servizi segreti]

12 Settembre 2013 | Rebecca Mantovani