Le mogli e le amanti di Giulio Cesare

Da Cornelia a Cleopatra, dalla moglie di Crasso a quella di Pompeo: ecco il curriculum sentimentale di Giulio Cesare, ultimo dittatore della Repubblica Romana.

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"L'assassinio di Cesare" del pittore tedesco Karl Theodor von Piloty. | Wikipedia

Giulio Cesare, l'ultimo dictator della Repubblica romana, fu un grande donnaiolo. È noto che amò Cleopatra e che ebbe tre mogli. Meno noto è che sedusse consorti e figlie di avversari politici, di amici e anche di alleati. Come ci informa Svetonio (ca. 70-140 d.C.), il suo biografo, tutti erano concordi nell'affermare che era portato alla sensualità ed era assai generoso nei suoi amori.

 

Curriculum sentimentale. La sua prima moglie, nell'83 a.C., fu Cornelia: ricca, nobile e pure bella. Da questa unione nacque la figlia Giulia, che Cesare adorò ma che non esitò a utilizzare come pedina politica dandola in sposa nel 59 a.C. a Pompeo Magno, suo alleato in quel momento. Cornelia fu amata, ma soprattutto tradita, dato che Cesare non rinunciò dopo il matrimonio alla sua carriera di latin lover. Sedusse Tertulla, moglie di Crasso, e anche la consorte di Pompeo, Muzia, così da indurre il marito a ripudiarla e poter combinare il matrimonio tra il generale e sua figlia Giulia.

 

La scappatella più duratura fu però con Servilia, sorellastra di Catone Uticense (grande avversario di Cesare) e madre di Bruto, uno dei cesaricidi e forse figlio naturale dello stesso dittatore. Fu un rapporto molto stretto, durato una ventina d'anni e che vide Cesare fare doni da favola all'amante. Quando Servilia divenne troppo anziana per richiamare le attenzioni del condottiero, la donna riuscì a infilare nel talamo di Cesare la figlia Terza, così da mantenere solidi legami con quello che era ormai il padrone di Roma.

 

 

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Per approfondire: Conquistatore nato, in edicola con Focus Storia: Le ultime ore di Giulio Cesare (n. 159). | Focus

Cleopatra. Cesare era intanto passato attraverso altri due matrimoni. Dopo Cornelia, morta nel 68 a.C., fu la volta di Pompea (nipote di Silla), che mise a disposizione della carriera politica del marito una dote favolosa. Ripudiata la moglie per l'affaire Clodio (Cesare scoprì che Clodio era amante di Pompea), il futuro Divo Giulio si unì nel 59 a.C. con Calpurnia, figlia di uno dei suoi più potenti alleati, il senatore Lucio Calpurnio Pisone. Il matrimonio durò fino alle fatali idi di marzo, anche grazie al fatto che Calpurnia sopportò con stoicismo i reiterati tradimenti. In particolare, dovette tollerare la presenza dell'unica donna che forse riuscì a intrappolare il cuore di Cesare: Cleopatra.

 

L'incontro con Cleopatra, avvenuto nel 48 a.C., quando Cesare aveva superato i cinquanta e la donna era una splendida diciottenne, fu una sorta di colpo di fulmine per il condottiero, che per amore rischiò in pochi mesi di distruggere tutto quello che aveva costruito conquistando la Gallia e sconfiggendo Pompeo. Per la regina d'Egitto il potente romano rappresentava l'unica possibilità per sfuggire a una congiura che mirava a eliminarla per porre sul trono il fratello e consorte Tolomeo XIII. Cleopatra si presentò a Cesare di soppiatto, avvolta in una spessa tela e nel pieno del suo splendore. Lui rimase abbagliato dalla sua bellezza ma anche dalla straordinaria eloquenza e dal carisma: garantì il potere a Cleopatra e per nove mesi dimenticò Roma, abbandonandosi all'amore e a una lunga crociera sul Nilo. Da lei ebbe anche l'unico figlio maschio, Cesarione. 

 

bisessuale. Le prodezze amatorie di Cesare furono molte e risapute, tanto che facevano cantare ai legionari durante la celebrazione di uno dei tanti trionfi: ehi, uomini, chiudete in casa le vostre mogli, è tornato il seduttore zuccapelata! Alcuni storici insinuano che molto dell'astio che gli aristocratici ebbero nei confronti del condottiero fu dovuto proprio alle sue prodezze con le loro donne, prodezze che portarono anche a più di una maldicenza, come quella secondo cui Cesare era il marito di tutte le mogli e la moglie di tutti i mariti.

 

Insomma, il condottiero sarebbe stato bisessuale, indulgendo in quello che i Romani chiamavano con disprezzo amore greco. Anche in questo caso è Svetonio ad averci tramandato molte informazioni, ricordando la predilezione che il re di Bitinia, Nicomede IV, aveva dimostrato al futuro conquistatore della Gallia durante una missione diplomatica presso la corte orientale, avvenuta quando Cesare aveva poco più di 20 anni. In effetti il sovrano, che non disdegnava i bei giovani, colmò il romano di attenzioni e favori, e Cesare non si trovò a disagio in un ambiente dove lusso e lussuria andavano a braccetto. Negli anni successivi, però, gli avversari ricamarono sul soggiorno di Cesare regina di Bitinia presso Nicomede, a sua volta apostrofato come stuprator di Cesare. Il generale non si scrollò mai di dosso quel peccato di gioventù: Cesare ha sottomesso le Gallie, ma Nicomede ha sottomesso lui, erano soliti cantare i suoi soldati.

 

Questo articolo è tratto da Conquistatore nato, di Roberto Roveda, in edicola con Focus Storia: Le ultime ore di Giulio Cesare.

 

14 dicembre 2019 | Fabrizia Sacchetti