Le leggende nere della Chiesa

Il Vaticano ha le sue colpe, non si discute. In passato ha commesso terribili ingiustizie e orrendi crimini. Ma i fatti vanno sempre visti nella loro prospettiva storica. Scoprendo, a volte, che alcuni sono stati ingigantiti quando non addirittura inventati.

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La papessa Giovanna. Voci su una presunta “papessa” Giovanna cominciarono a circolare nell’XI secolo, ma riportavano un episodio avvenuto 200 anni prima: una tale Giovanna di Mainz sarebbe stata eletta al soglio pontificio con il nome di Giovanni VIII. La donna, che si era finta monaco per introdursi nell’ambiente vaticano, fu smascherata quando partorì per le vie di Roma nel corso di una processione (leggi tutta la storia). Quanto c’è di vero in questo racconto? Oggi gli storici sono concordi nel ritenerlo una leggenda. Alcuni pensano a una satira nei confronti del papa – questo sì realmente esistito – Giovanni VIII, a cui veniva rimproverata un’eccessiva debolezza nei rapporti con l’ostile patriarca di Bisanzio, Fozio.

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L’efferata Santa Inquisizione. Per tutti è il simbolo dell’oscurantismo della Chiesa. E spesso lo fu davvero. Eppure, l’Inquisizione (prefigurata dal Concilio di Verona nel 1184 e messa a punto da Innocenzo III intorno al 1230) aveva in origine il compito istituzionale di ricondurre i cristiani sospettati di eresia nell’alveo dell’ortodossia, spingendoli alla penitenza più che perseguitandoli sistematicamente.
Certo, se le prediche non bastavano si ricorreva ai più convincenti metodi della tortura (autorizzata nel 1252 da papa Innocenzo IV): il che però era la regola anche nei tribunali civili. A eseguire interrogatori e condanne degli inquisitori, peraltro, erano di solito i boia dipendenti dal braccio secolare (sovrani o signori locali). Nella foto: la tortura di un presunto servo del demonio in un film tedesco del 1976.

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L’efferata Santa Inquisizione spagnola. C’è poi da distinguere fra la Santa Inquisizione e l’Inquisición spagnola. Quest’ultima era un organo secolare, benedetto nel 1478 da Sisto IV ma voluto e controllato dai “re cattolici” Ferdinando e Isabella, che ne fecero uno strumento di repressione politica (il che, all’epoca, significava persecuzione di ebrei e musulmani). Gli autodafé ordinati dal Grande inquisitore spagnolo Tomás de Torquemada non erano però, come si intende oggi con questo termine, roghi purificatori, ma processioni in cui i condannati abiuravano compiendo un “atto di fede” sulla pubblica piazza.
Tuttavia, secondo Philip Schaff, teologo svizzero americano e storico ottocentesco della materia, Torquemada mandò al rogo 8 mila persone. Dietro tanta strage c’era una fitta rete di sbirri, frati e spioni.

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I vangeli apocrifi, nascosti e distrutti dalla Chiesa. I vangeli accettati dalla Chiesa sono quattro: quelli di Marco, Matteo, Luca e Giovanni. Ma i testi prodotti dalle comunità cristiane dei primi secoli sono molti di più. Tra questi, i cosiddetti vangeli apocrifi: un termine di origine greca che significa, letteralmente, “nascosto”. E che ha indotto molti a ritenere che a occultare quei testi fossero state le nascenti gerarchie ecclesiastiche. Queste ultime furono sì pronte a reprimere come eretico ogni movimento che si rifacesse a quei testi, ma contrariamente a quanto racconta il romanziere Dan Brown nei suoi libri, la Chiesa non ebbe mai bisogno di opporsi alla pubblicazione: la loro condanna aveva chiuso la questione già 1.800 anni fa. Nella foto, un frammento del Vangelo di Giuda, scoperto nel 1978 ma reso pubblico solo nel 2006. Questo apocrifo fu redatto probabilmente intorno al II secolo all’interno di una delle sette gnostiche.

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La caccia alle streghe, strumenti del demonio. Le stime più recenti parlano di circa 3 milioni di persone processate per stregoneria fino al 1756 – quando in Baviera (Germania) fu messa al rogo l’ultima strega – e di circa 40 mila condannati a morte, di cui l’80% donne. Ma la caccia alle streghe non fu tutta colpa della Chiesa. Già la legge di Mosè esortava a perseguire con misure drastiche maghi e indovini. E gran parte dei processi si svolsero in tribunali civili, visto che l’Inquisizione si occupava solo di eresie.
Altrettanto falsa è la credenza che la persecuzione fosse tipica dei “secoli bui” medioevali: in realtà, il picco più drammatico nei processi per stregoneria si ebbe tra la fine del XV secolo e il Seicento.
Soprattutto intorno al Mille, alcuni papi cercarono persino di arginare le cacce alle streghe, che spesso si trasformavano in tumulti incontrollabili.

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L’oscurantismo nei confronti della scienza. La Chiesa è stata più volte accusata di opporsi al progresso scientifico. Caso emblematico è quello di Galileo Galilei, condannato nel 1633 dal Sant’Uffizio per i suoi scritti a favore della teoria eliocentrica di Copernico. In realtà la Chiesa ha sempre avuto un atteggiamento aperto nei confronti della scienza. Anche nel caso di Galileo, pur avendo preso un gravissimo abbaglio, la condanna dell’Inquisizione venne più per l’atteggiamento presuntuoso di Galileo e per aver tradito la fiducia dell’allora pontefice Urbano VIII (di cui era amico) che per il suo sostegno all’eliocentrismo, che semplicemente la Chiesa non riteneva sufficientemente provato Per saperne di più sulla vicenda. Nell'immagine, il processo a Galileo davanti al Sant’Uffizio in un dipinto francese del 1874.

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Preti poco scientifici. Pur con qualche contrasto (vedi foto precedente), è proprio in seno alla Chiesa che è nata la scienza moderna. Lo stesso Copernico (nella foto) era un religioso. Come lui, furono centinaia i sacerdoti che si dedicarono con successo alla ricerca scientifica. Giusto per ricordarne alcuni: Luigi Galvani, studioso dell’elettricità animale, Ruggero Boscovich, astronomo, Filippo Cecchi, sismologo, Giovanni Caselli, anticipatore del fax, Eugenio Barsanti, ideatore del motore a scoppio.

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L’assassinio di Giovanni Paolo I. La mattina del 29 settembre 1978 veniva trovato morto nel suo letto papa Giovanni Paolo I dopo soli 33 giorni di pontificato. Ben presto cominciò a circolare la voce che il papa fosse stato assassinato, tanto più che il Vaticano rifiutò l’autopsia.
Per i mandanti furono fatti i nomi dell’allora segretario di Stato, cardinale Jean-Marie Villot, e quello del direttore dello Ior (in pratica la banca vaticana), Paul Marcinkus. Il movente: l’intenzione del neo eletto pontefice di ripulire la curia romana dai prelati senza scrupoli. Contrariamente a questa tesi, il papa aveva in realtà dichiarato in più occasioni che non avrebbe modificato alcun incarico per almeno un anno. Quanto alla salute di Luciani, non era affatto buona, e quindi la sua morte non così inattesa. I suoi due segretari testimoniarono che nel pomeriggio del 28 settembre si lamentò di opprimenti dolori al petto, ma fatalmente non volle chiamare un medico.

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Non è oro tutto ciò che luccica Siamo entrati in Vaticano per capire come funzionano beatificazione e canonizzazione. Ve lo raccontiamo nel numero 279 di Focus, in edicola fino al 20 gennaio 2016.
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La papessa Giovanna. Voci su una presunta “papessa” Giovanna cominciarono a circolare nell’XI secolo, ma riportavano un episodio avvenuto 200 anni prima: una tale Giovanna di Mainz sarebbe stata eletta al soglio pontificio con il nome di Giovanni VIII. La donna, che si era finta monaco per introdursi nell’ambiente vaticano, fu smascherata quando partorì per le vie di Roma nel corso di una processione (leggi tutta la storia). Quanto c’è di vero in questo racconto? Oggi gli storici sono concordi nel ritenerlo una leggenda. Alcuni pensano a una satira nei confronti del papa – questo sì realmente esistito – Giovanni VIII, a cui veniva rimproverata un’eccessiva debolezza nei rapporti con l’ostile patriarca di Bisanzio, Fozio.