Storia

Come si legge un antico manoscritto senza toccarlo

Danneggiato da un incendio non sarebbe stato più possibile leggerlo se non si fosse applicata una microTAC realizzata in condizioni molto complesse.

Un fragilissimo e antico rotolo ebraico, impossibile da "sfogliare" fisicamente - e perciò da leggere - è stato letto grazie a una tecnica piuttosto elaborata, detta di "virtual unwrapping" (espressione intraducibile in italiano con qualcosa di meglio di "sfogliamento virtuale"), un processo di scansioni 3D in alta risoluzione.

Si è così potuto leggere quello che è interpretato come il più antico reperto di frammenti del Vecchio Testamento, senza doverlo materialmente toccare. Noto come rotolo di En-Gedi, contiene frammenti di uno dei primi cinque libri della Bibbia, il Levitico (un insieme di leggi religiose e sociali): la datazione del reperto è molto incerta, dal III-IV secolo a.C. al I d.C. I risultati della ricerca con la dettagliata descrizione del metodo utilizzato sono pubblicati su Science Advances.

Il rotolo di En-Gedi nelle condizioni "fisiche" in cui si trova: qualunque tentativo di aprirlo può solamente distruggerlo.

Il rotolo è stato rinvenuto nel 1970 nell'area di En-Gedi (Mar Morto, Israele), sito di un'antica e numerosa comunità ebraica che risiedeva in quel luogo dall’ottavo secolo avanti Cristo. In seguito a un incendio (attorno al '600) il rotolo si è quasi completamente carbonizzato: in questo stato, qualunque tentativo fatto per aprirlo lo avrebbe polverizzato.

Ora però lo si è potuto "scartare" e decifrare, grazie alla tomografia micro-computerizzata, che ha permesso di ottenere la posizione delle tracce di inchiostro del testo originale sul rotolo. «La qualità delle immagini ottenute è straordinaria, tale da rendere leggibile gran parte del testo», ha commentato Michael Segal, direttore della Scuola di Filosofia e Religioni dell’Università Ebraica di Gerusalemme.

Uno dei Rotoli del Mar Morto che è stato possibile aprire.

Adesso tocca ai Rotoli del Mar Morto. Il rotolo mostra oggi 18 righe di testo (in origine erano 35) per ogni colonna e, come tutti i testi ebraici, è composto solo da consonanti (le vocali vennero introdotte nel nono secolo).

Secondo gli esperti il testo corrisponde esattamente a quanto oggi si trova nella Bibbia ebraica, e questo è una doppia conferma della loro autenticità.

Ora si spera di poter applicare la stessa tecnica anche sui Rotoli del Mar Morto, composti da circa 900 documenti, compresi testi della Bibbia ebraica, scoperti tra il 1947 e il 1956 in undici grotte nell'area di Qumran: di molti di quei reperti non si può dire nulla perché sono impossibili da aprire.

23 settembre 2016 Luigi Bignami
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