La storia di una nave nazista è scritta negli alberi

La corazzata Tirpitz trascorse parte della Seconda Guerra Mondiale nascosta tra i fiordi norvegesi: i danni delle nebbie tossiche usate per celarla alla vista degli Alleati permangono ancora oggi.

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Una foto della Tirpitz, 251 metri di lunghezza: Winston Churchill la soprannominò "la bestia".|Division of Naval Intelligence of the Navy Department of the United States, 1942

Durante buona parte della Seconda Guerra Mondiale, la marina Alleata tentò più volte di affondare la Tirpitz, corazzata punta di diamante della flotta tedesca. La nave militare trascorse la quasi totalità della sua vita operativa nascosta tra i fiordi norvegesi, tenendo occupati i nemici che la cercavano convulsamente. Finché non fu trovata e bombardata, nel novembre 1944.

 

Tracce durature. Prima di colare a picco, però, l'equipaggio della Tirpitz impiegò più volte l'acido clorosolfonico (una sostanza corrosiva che, esposta all'aria, produce fitte nubi di un fumo tossico) per creare una densa nebbia che potesse celarla al nemico. Gli effetti di questo veleno sono visibili ancora oggi sui pini che circondano il suo nascondiglio, come rivela una ricerca da poco presentata all'Assemblea generale della European Geosciences Union (EGU), in Austria.

 

La scoperta è stata fatta da un gruppo di ricerca della Johannes Gutenberg University di Mainz (Germania) durante alcune analisi delle foreste attorno a Kafjord, uno dei fiordi della costa norvegese in cui la nave si nascondeva. Quando gli scienziati hanno analizzato in laboratorio gli anelli dei tronchi dei pini, hanno scoperto che quelli corrispondenti al 1945 erano molto sottili o mancavano del tutto.

 

Il fumo si leva dalla nave bombardata, nel 1944.

parassiti? No, fumo. Inizialmente hanno imputato la causa del fenomeno ad insetti infestanti, ma nessuno tra quelli noti a metà del '900 avrebbe potuto provocare un danno simile. È stato allora che il pensiero è andato alla Tirpitz: prima dell'avvento dei satelliti, i 2500 uomini dell'equipaggio della nave fecero ricorso alla chimica per sfuggire agli sguardi nemici, provocando così anche danni duraturi alle foreste.

 

Muti testimoni. Alcuni alberi non crebbero per 9 anni dopo il 1944, altri mostrano anelli di crescita irregolari per i 30 anni successivi. Probabilmente il fumo tossico spogliò le piante di tutti gli aghi, alterandone a lungo i processi di crescita. Lo studio degli anelli di accrescimento delle piante come testimoni di fatti bellici prende il nome di dendrocronologia di guerra e, come si vede, offre prospettive interessanti.

 

16 Aprile 2018 | Elisabetta Intini